Pordenone

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Pordenone
Panorama di Pordenone
Pordenone - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: stemma Pordenone
Coordinate: 45°57′0″N 12°41′0″E / 45.95, 12.68333Coordinate: 45°57′0″N 12°41′0″E / 45.95, 12.68333
Altitudine: 24 m s.l.m.
Superficie: 38,23 km²
Abitanti:
51.155 31.04.2008
Densità: 1338,09 ab./km²
Frazioni: Borgomeduna, Rorai Grande, San Gregorio, Torre, Vallenoncello, Villanova di Pordenone 
Comuni contigui: Azzano Decimo, Cordenons, Fiume Veneto, Pasiano di Pordenone, Porcia, Prata di Pordenone, Roveredo in Piano, San Quirino, Zoppola
CAP: 33170
Pref. telefonico: 0434
Codice ISTAT: 093033
Codice catasto: G888 
Nome abitanti: pordenonesi 
Santo patrono: San Marco Evangelista 
Giorno festivo: 25 aprile (Il giorno di vacanza viene recuperato l'8 settembre) 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Pordenone (Pordenòn in friulano e dialetto pordenonese) è un comune italiano di 51.155 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia nel Friuli-Venezia Giulia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pordenone.

[modifica] Storia

Questa voce è parte della serie
Storia del Friuli
Categoria: Storia del Friuli

In epoca romana il nucleo urbano si situava nell'alto corso del fiume Noncello pressappoco nel luogo dove oggi sorge la frazione di Torre come dimostrato dal ritrovamento dei resti di una villa romana. Il luogo venne scelto probabilmente per la presenza più a nord di un ampio guado fluviale.

Con l'inizio del periodo altomedioevale (dal VI secolo) le vie fluviali assunsero maggiore importanza e il nucleo della citta si spostò, di conseguenza, verso valle, in una posizione che permettesse l'approdo di barche di stazza maggiore. La città si sviluppò quindi sulla sponda destra del fiume Noncello, presso una insenatura che approfittava di una "motta" circondata ad ovest dalla roggia Codafora e a nord-est da quella dei Molini. La sua vocazione portuale si evidenziava anche nel nome: Portus Naonis (in latino porto sul [fiume] Naone [Noncello])

Tutto il periodo che va dall'epoca romana fino a circa il X secolo è, comunque, poco documentato. Recenti ritrovamenti nell'area del duomo di San Marco, e in particolare nell'area antistante il municipio e sotto il Palazzo Ricchieri, mostrano che Pordenone era abitata, all'incirca sotto il regno di Berengario, da popolazioni provenienti dalla Carinzia che all'epoca era di cultura slava (Carantani).

Successivamente durante l'XI e il XII secolo, la curtis (corte) fu nelle mani dei duchi e marchesi di Austria, Carinzia e Stiria. Il castello di Torre con un piccolo territorio circostante era, invece, di proprietà dei patriarchi di Aquileia, che successivamente l'avrebbero concesso in feudo ai nobili di Prata e poi permutato con i Signori di Ragogna. Il villaggio di Vallenoncello apparteneva al vescovo di Salisburgo.

Tra il XIII e XIV secolo la frammentazione politica della zona si accentuò ulteriormente perché Corva (attuale frazione di Azzano Decimo) venne data ai di Prata che acquisiranno anche alcune parti di Fiume.

Nel 1282 Pordenone divenne patrimonio personale degli Casa d'Austria rappresentando de facto un'enclave dell'Arciducato d'Austria nel territorio del Patriarcato di Aquileia.

Il 23 agosto del 1318 un furioso incendio distrusse le case di legno della città. Nel 1347 fu inaugurato il campanile, edificato accanto al duomo di San Marco.

La città subì - come in quasi tutte le città del tempo - anche molte pestilenze ed epidemie (nel 1444, 1485, 1527, 1556 e 1576), ma la peggiore avvenne nel 1630 quando morì quasi la metà della popolazione.

Nel XIV secolo l'insediamento di Pordenone si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici commerciali fluviali e nel 1314 le venne conferito lo status di città.

Il 20 aprile 1508 il capitano Bartolomeo d'Alviano entrava in Pordenone, togliendola agli Asburgo per conto della Repubblica di Venezia. Venezia mantenne la città solo per un bienno poiché nel 1509 perse nuovamente Pordenone. Tuttavia nel 1514 lo stesso Bartolomeo d'Alviano la riconquistava definitivamente a Venezia. Venezia non governò direttamente la città, preferendo darla in feudo al condottiero Bartolomeo d'Alviano che la resse a signoria. Alla sua morte, avvenuta nel 1515, gli succedette la consorte Pantasilea Baglioni, e quindi il figlio Liviano fino al 1537.
In quell'anno Pordenone e i territori limitrofi passarono sotto il diretto controllo della Repubblica di Venezia e vi rimasero per più di due secoli e mezzo. La Serenissima mantenne gli statuti della città e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manufatturiere.

Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani.

Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale.

Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Rex, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città.

Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia. Sino ad allora il territorio della Destra Tagliamento faceva parte della provincia di Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di Concordia-Pordenone; già dal 1919 a Pordenone era ubicato il seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la città è divenuta sede di un consorzio universitario che ospita corsi universitari organizzati dall'Università di Udine e dall'Università di Trieste. Inoltre dal 2002 è attivo il Polo Tecnologico di Pordenone per promuovere la cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Corso Vittorio Emanuele II, via principale della città vecchia, affiancato da palazzi porticati gotici e rinascimentali con affreschi, esempio mirabile di porticato veneziano.
  • Monumento ai caduti. Opera dello scultore friulano Aurelio Mistruzzi, costituita da un basamento a forma di vasca, sul quale si eleva lo zoccolo che sostiene i gruppi statuari di bronzo. Il gruppo principale, al centro, rappresenta l'Italia che protegge con lo scudo il combattente e il caduto. Le figure laterali raffigurano i fiumi sacri alla patria: l'Isonzo e il Piave. Il monumento fu inaugurato il 23 aprile 1929.
  • Museo Civico delle Scienze
  • Museo Diocesano

[modifica] Architetture

  • Palazzo Ricchieri, originariamente una casa-torre a difesa del nucleo cittadino edificata nel XIII secolo fu adattata durante il periodo veneziano in palazzo dalla famiglia Ricchieri. È ora sede del Museo Civico d'Arte.
  • Palazzo Comunale, costruito in stile gotico tra il 1291 e il 1395, i pinnacoli e la torre dell'orologio furono aggiunti nel XVI secolo su progetto del pittore Pomponio Amalteo.
  • Ex Convento dei domenicani. Edificio neoclassicheggiante ultimato nel 1722 dopo 31 anni di lavori. Un tempo era addossato alla chiesa del Rosario, oggi scomparsa. L'edificio fu in seguito acquistato dalle monache agostiniane e ha subito numerose altre destinazioni.
  • Ex Convento e chiesa di san Francesco. Acquistato in epoca recente dal Comune, l'edificio è stato restaurato e adibito a usi artistico-culturali. Fondato nel 1419, il convento con chiesa di san Francesco fu soppresso nel 1774. L'interno conserva tracce di affreschi quattrocenteschi e un chiostro dipinto.
  • Castello di Torre sorto alla fine del XII secolo, residenza della famiglia dei signori di Ragogna, dopo l'assalto del 1402 da parte del capitano austriaco a Pordenone Mordax fu ricostruito e in parte trasformato in dimora signorile. È sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale.
  • Villa romana di Torre, resti di una ricca residenza di campagna, non lontana dal Castello di Torre fu scoperta negli anni Cinquanta dal conte Giuseppe di Ragogna; i reperti e gli affreschi rinvenuti sono ospitati nel museo nel Castello.

[modifica] Luoghi di culto

  • Duomo di San Marco, edificato a partire dal 1363 in stile romanico-gotico e rimaneggiato successivamente nel XVI e XVIII secolo. Contiene la pala d'altare denominata Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio de' Sacchis detto "il Pordenone" e dello stesso l'affresco di San Rocco, oltre a numerose altre opere che ne impreziosiscono l'interno.
  • Campanile del Duomo, terminato nel 1374, successivamente, durante il XVII secolo, vi fu aggiunta una cuspide che lo portò a raggiungere un'altezza di circa 79 metri.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta del Cristo. Fu edificata nel 1309. Più volte restaurata, conserva all'interno un pregevole ciclo di affreschi trecenteschi, una Santa Barbara di Gianfrancesco da Tolmezzo (XV secolo) e un portale in marmo del Pilacorte (1501).
  • Chiesa della Santissima Trinità, lungo il fiume Noncello, di forma ottagonale contiene affreschi cinquecenteschi di Giovanni Maria Calderari, allievo del Pordenone.
  • Chiesa di San Giorgio. Chiesa neoclassica, dal caratteristico campanile ottocentesco, colonna di stile dorico dell'architetto Giovanni Battista Bassi.
  • Chiesa parrocchiale Beato Odorico, costruita su progetto dell'architetto Mario Botta nel 1990-1992.
  • Chiesa di San Leonardo in Silvis. Risalente al XV secolo, si erge su un breve spiazzo erboso nella Valle del Romito a Vallenoncello.
  • Chiesetta del Corpus Domini. Risalente al XIV secolo, in essa si conservano affreschi ritenuti opere del Brunello e dal Furlan attribuiti al Pordenone (Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone).

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Media

Elenco dei media di diffusione locale fruibili a Pordenone:

Giornali

Televisioni

Radio

Internet

  • Wireless Naonis

Pordenone dovrebbe essere la prima città in Italia ad offrire un collegamento a Internet gratuito che utilizza la tecnologia wireless tramite hotspot, che si prevede dovrebbe essere destinato ai residenti ed esteso all'intero territorio comunale.[1][2] Alla data del 7 aprile 2008, il servizio ha attivato la rete sperimentale che copre le aree di Corso Vittorio Emanuele e Piazzetta Cavour. L'infrastruttura di rete comunale è una Wireless Local Area Network di tipo HIPERLAN. L'accesso avviene tramite scheda wireless dotata di lettore di smart card e richiede il possesso della Carta regionale dei servizi della regione Friuli Venezia Giulia.[3] E' prevista la copertura di tutto il territorio comunale entro la fine del 2009.

[modifica] Personalità legate a Pordenone

MEDIOEVALI

RINASCIMENTALI (XV-XVI secolo d.C.)

MODERNE (XVII-XIX secolo d.C.)

CONTEMPORANEE (XX-XXI secolo d.C.)

[modifica] Eventi

  • Pordenone Legge
Per approfondire, vedi la voce pordenonelegge.it.

Dal 2000, nel mese di settembre, si svolge il festival letterario Pordenone Legge, una rassegna letteraria che ha acquisito nel tempo una rilevanza internazionale.

All'edizione 2006 tra gli altri vi hanno partecipato: Margherita Hack (astrofisica), Mauro Corona (scrittore, alpinista, scultore), John Coetzee (nobel per la letteratura), Alessandro Bergonzoni (scrittore), Marco Paolini (attore), Magdi Allam (giornalista, scrittore).

All'edizione 2007 tra gli altri vi hanno partecipato: Stefano Zecchi (filosofo e scrittore), Alberto Arbasino (scrittore), Aldo Busi (attore e scrittore), Milo De Angelis (poeta), Marco Travaglio (giornalista), Toni Capuozzo (giornalista), Joe Lansdale (scrittore), Dario Vergassola (comico).

  • Le giornate del cinema muto
Per approfondire, vedi la voce Le giornate del cinema muto - Pordenone Silent Film Festival.

Dal 1981 al 1998, nel mese di ottobre, si svolge il Pordenone Silent Film Festival (meglio conosciuto come Le Giornate del Cinema Muto), una rassegna cinematografica specialistica dedicata al cinema muto che acquisisce nel tempo una rilevanza mondiale in questo settore.

Dal 1999 al 2006 il festival è stato trasferito a Sacile, a causa della ricostruzione (completata nel maggio 2005) del teatro Verdi, il teatro cittadino del capoluogo pordenonese. Nel 2007 è ritornato nella sede storica, ora rinnovata.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Circoscrizioni e quartieri

La città è suddivisa in sei circoscrizioni comunali: Rorai-Cappuccini, Nord (comprendente il quartiere della Comina), Centro, Torre, Borgomeduna, Sud (comprendente i quartieri di Villanova e Vallenoncello).

La città ha inglobato come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni Settanta, alcuni borghi limitrofi (attualmente contigui nel tessuto urbano) come Torre (l'insediamento più antico nel territorio comunale risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone (quest'ultimi tutti di epoca medioevale). È di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna, un insediamento agricolo (Borgocampagna).

Precedentemente all'inclusione, dopo l'annessione allo stato unitario italiano (1866), questi nuclei abitativi costituivano frazioni e località (Borgomeduna, Rorai Grande, Villanova, Torre) del comune di Pordenone e comuni autonomi (Vallenoncello[4]).

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Sergio Bolzonello (centrosinistra) dal 12/04/2006
Centralino del comune: 0434 392245
Posta elettronica: urp@comune.pordenone.it

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Pordenone prima città gratuita in Italia dal 2008, ITNews, 24 settembre 2007
  2. ^ Pordenone, dal 2008 sarà wireless, Punto Informatico, 25 settembre 2007.
  3. ^ Wireless Naonis, portale del progetto nel sito del comune. Contiene le informazioni sulla rete e lo stato di avanzamento.
  4. ^ Vallenoncello rimane comune autonomo fino al 1926 secondo i tabulati delle elezioni amministrative riportate in appendice a: Pier Paolo Pillot, Livio Camisa, Il primo dopoguerra nel Friuli Occidentale (1919-1923) Edizioni Concordia Sette, Pordenone 1997, pp 296-297.

[modifica] Bibliografia

  • A. Benedetti, Storia di Pordenone, Pordenone 1964.
  • F. Boni de Nobili, Le strade di Pordenone, Pordenone 1994 (II edizione 2006).
  • V. Candiani, Pordenone. Ricordi cronistorici, Pordenone 1902.
  • G. Chiaradia, Pordenone. Schede per la lettura della città, Pordenone 1989.
  • P. Goi (a cura di), Pordenone, una città, Pordenone 1991.
  • P. Goi (a cura di), San Marco di Pordenone, 3 voll., Pordenone 1993.
  • G.B. Pomo, Commentari urbani (a cura di P. Goi), Pordenone 1990.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali