Le favolose historie di Palazzo Ricchieri
Testimonianze tardo-gotiche nei soffitti lignei di Pordenone
Al primo piano di Palazzo Ricchieri, nella sala affrescata con storie di Tristano e Isotta (inizi sec. XV) e nella successiva sala, un nuovo percorso offre lopportunità al visitatore di leggere una pagina della cultura figurativa e letteraria a Pordenone dalla fine del XIV agli inizi del XV secolo.
La serie di tavolette o cantinelle, già collocate originariamente come intertravi da soffitto, illustrano, come in un grande fumetto, scene damore, di duello, di caccia, di vita sociale, spesso curtense legata alla traduzione locale dei grandi poemi delle Chansons de geste, e il meraviglioso bestiario medievale, composto da unicorni, draghi, serpenti volanti.
Quella
dei soffitti decorati è una tradizione lunga che accompagna la gran parte dei
paesi europei dal Medioevo al Rinascimento. Le coperture lignee piane di ambito
friulano erano sovente formate da travi portanti e travi più piccole disposte
perpendicolarmente, mentre è nello spazio formato dal loro intersecarsi ad
angolo retto che trovano posto piccoli pannelli lignei le cosiddette cantinelle, metope, tavolette,
sansovine, copripolvere, sbacchere dipinte dalla forma variabile, più o meno
rettangolare, e connotate da una precipua funzione ornamentale. Questa loro
funzione decorativa viene assecondata anche dal loro posizionamento leggermente
obliquo, ossia leggermente aggettante verso il centro della stanza, proprio per
facilitare la lettura di chi le osserva dal basso. Sopra e sotto, come si
trattasse di una cornice vera e propria, erano previste piccole asticciole di
legno (coprifilo), che venivano impiegate anche per la suddivisione in porzioni
quadrate del cielo della stanza (si veda il superstite elemento della
collezione darte della FriulAdria, o quelli, in situ, di Palazzo Ricchieri).
Il
soffitto dal quale provengono le novantatre tavolette (o cantinelle) della
collezione della FriulAdria di Pordenone (ora finalmente esposte al Museo
Civico) rientra genericamente nellampia categoria dei soffitti lignei piani,
mentre dal punto di vista della decorazione che lo contraddistingue in quella
più rara delle coperture istoriate a carattere narrativo. Il corpus acquisito nel 1999 da parte
dellIstituto bancario venne recuperato negli anni Settanta (tra il 1970 e il
1972) da due ambienti al piano terra della fabbrica che oggi ospita anche
lOsteria Moro (al numero civico 2 di via del Castello), come lascia supporre
la ripartizione della numerazione giustapposta sul retro dei singoli pezzi al
momento dello smontaggio, ma soprattutto la continuità del ciclo narrativo;
tali ambienti in antico dovevano verosimilmente rientrare costituendo quindi
una sola grande sala tra le pertinenze di palazzo Barbarich-Scaramuzza, sito
in prossimità dellinsula abitata
dalla famiglia Ricchieri.
Il
corpus, sottratto a certa dispersione
grazie al lungimirante acquisto della FriulAdria, si è conservato nella quasi
totalità degli elementi originari e costituisce quindi - assieme al nucleo
recentemente acquisito dal Museo civico (qui esposto per la prima volta) - un
manufatto di grande importanza per lo studio dei soffitti lignei friulani (con uneccellente esempio in casa Vanni degli Onesti
a Udine, nonostante la datazione risalga a un periodo lievemente più tardo) e per ricucire un
capitolo affatto marginale della storia dellarte della regione e non solo; la
complessità delle tematiche raffigurate sui due nuclei di tavolette, che la
distanza storica rende purtroppo spesso insondabili, si addentra in substrati
poco conosciuti dello scambio costante che avvenne durante tutto il Medioevo
tra fabulae medievali e fonti
classiche, secondo il sincretismo che connota la cultura dellepoca.
Le
immagini che contraddistinguono i due nuclei di tavolette, realizzati da un
stessa bottega di artisti locali verosimilmente entro il primo decennio del
Quattrocento, sono rese mediante una tecnica veloce e compendiaria che delega
alla linea scura di contorno la definizione dei soggetti e dei particolari
minuti. Labbondante uso di questo segno grafico rende le scene molto
movimentate e le azioni dei personaggi molto eloquenti; ogni singola
raffigurazione è sempre assoggettata allo spazio fisico del supporto
(cantinella) e concorre, proprio come si trattasse di un vero e proprio
fumetto, allo sviluppo della narrazione.
