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Young people in the street

Progetto Europeo Gioventù in azione

Il coinvolgimento dei giovani nella formazione di una cittadinanza europea

È la seconda parte di un progetto che ebbe inizio nel 2003 a Barcellona denominato Youth Interaction Web, il cui obbiettivo principale era quello di lavorare attraverso l’interculturalità con altri Paesi della E.U. per favorire la convivenza, attraverso le diversità culturali dei partecipanti e la non-discriminazione.  Nel 2009 si intende ritornare a realizzare questo incontro a Kokkola-Finlandia, ma in più oggi questa volta si vuole favorire l’integrazione di giovani partecipanti partendo dall’arte e la cultura urbana.

Young People in the Street, vuole essere un progetto che faciliti i vincoli interculturali dei giovani provenienti dalle differenti organizzazioni coinvolte mediante l’arte e la cultura popolare, già sapendo che queste arte fa parte di un linguaggio comune e universale dei giovani.

Dal 27 dicembre 2009 al 03 gennaio 2010 il Progetto Giovani del Comune di Pordenone  parteciperà quindi alla nuova edizione del progetto Young people in the street che si terrà in Finlandia – Kokkola, in cui cinque nazioni europee (Italia, Finlandia, Spagna, Grecia e Slovenia) e sette giovani dai diciassette ai venticinque anni per ogni stato si confronteranno sui temi della tolleranza e dell’esclusione sociale. Questa seconda edizione ricalca quella precedente ma vuole puntare l’attenzione sulle forme espressive molto vicine ai giovani quali il graffiti, il fumetto, la fotografia, il teatro e la clownerie.

Il progetto ha come scopo principale l’abbattimento delle barriere tra i giovani dell’Unione Europea, nonché un nuovo approccio al vivere multiculturale. Un vivere multiculturale che muove da una scoperta dell’altro completa  e complessa, come complessa è la società che poco si presta ad una lettura superficiale e veicolata da stereotipi. Pertanto il progetto promuove la costruzione e il consolidamento di una conoscenza critica della realtà, data dalla vicinanza della (realtà) stessa piuttosto che dalla sua distante osservazione mediatica e attraverso luoghi comuni.

La caratteristica fondamentale di questo progetto è l’interculturalità, intesa come coinvolgimento diretto dei giovani nella costruzione di una  coscienza europea e nella formazione di una cittadinanza europea.

Diverse nazionalità, diverse culture e diverse lingue si incontrano in un unico percorso formativo nel quale le persone sono soggetti attivi che si scambiano esperienze e sperimentano nuovi percorsi artistici e culturali. Si presta pertanto questo ad essere un viaggio formativo in modo che interessa il partecipante nella sua totalità: dalla sfera intellettuale a quella emotiva, passando per quella comunicativo-relazionale.  

Tutte le attività che si realizzeranno (laboratori di fumetto, danza, teatro e clownerie, dibattiti, escursioni ecc.)  e la convivenza che si vivrà in tali momenti, saranno le basi su cui ogni partecipante farà leva per un approccio alla conoscenza di altre culture e lingue, per apprendere così ad essere tolleranti, democratici: in definitiva cittadini dell’Europa. Conoscere approfonditamente un’altra nazione significa poter scoprire, in questo caso la Finlandia, che non è poi così scontato avere un inno e una  bandiera rappresentativa e omnicomprensiva.

Ma bisogna considerare altri due aspetti importanti dell’evento: la possibilità di responsabilizzare i giovani partecipanti attraverso la loro presenza allo Young People in the Street Arts sia in fase propositiva che realizzativa, attraverso la gestione di alcune fasi di progettazione e di organizzazione. Essi saranno presenti  sia nell’elaborazione dell’analisi intermedia che nella valutazione finale.

La seconda particolarità dello YP in the street è la volontà di interagire con la comunità ospitante (in questo caso specifico quella Finlandese), per dare l’opportunità a ragazzi che altrimenti difficilmente avrebbero accesso a simili esperienze di confrontarsi nella condivisione quotidiana con coetanei di paesi geograficamente e culturalmente diversi. Non è da tralasciare, anzi, il feedback sulla comunità al ritorno dei ragazzi, in misura di relazioni coi coetanei e avvicinamento ulteriore a tematiche di integrazione.