Vengono da Inghilterra, Ungheria, Slovacchia, Sud Africa, Norvegia, Francia, Italia, Svizzera, Germania, U.S.A., Olanda, Taiwan, Russia, Spagna e Singapore. Sono una trentina gli artisti che convergeranno su Pordenone dal 12 al 17 maggio per dare vita ad “Humus Park”, manifestazione ideata e voluta dal Comune di Pordenone – realizzata con il sostegno della Regione, il contributo di FriulAdria Crédit Agricole e Palazzetti, e la collaborazione dell’associazione Amici della Cultura - per valorizzare al meglio uno degli angoli più suggestivi della città: il parco del Seminario. Un luogo appartato eppure a due passi dal centro, fino a poco fa coltivato a granoturco, che l’Amministrazione Comunale ha preso in gestione per 19 anni, con la precisa volontà di renderlo fruibile ai cittadini andando oltre al concetto classico di parco. Arte e Natura sono chiamate ad incontrarsi per creare bellezza, armonia, suggestioni ed emozioni, sublimando la necessità e il dovere dell’uomo di ritrovare un rapporto di amore e rispetto per l’ambiente. L’arte contemporanea esce così dai luoghi chiusi, inserendosi armonicamente nell’ambiente naturale e incontrando la gente. Se il risultato di questa settimana di lavoro - durante la quale gli artisti creeranno le loro opere utilizzando esclusivamente materiali naturali reperiti sul posto - sarà una mostra “en plein air” (che verrà inaugurata sabato alle ore 17.30), i cittadini sono invitati a condividere l’atto artistico, visitando il parco e osservando gli artisti al lavoro (tutti i giorni dalle 9 alle 17.30, con una pausa per il pranzo). Non solo ci sarà la possibilità di avvicinarli e conoscerli, ma anche, per chi si sentirà ispirato, di provare a cimentarsi con proprie creazioni in un angolo/laboratorio appositamente riservato a questo scopo. Venerdì 16 maggio (alle ore 17.30 nel Teatro del Seminario) il convegno “Naturalmente artistico” offrirà la possibilità di approfondire le tematiche legate a questa modalità di approccio artistico, dove Arte e Natura sono complici e complementari. Rispetto alla Land Art storica, infatti, gli artisti contemporanei abbandonano il concetto di supremazia dell’uomo sulla natura, tradottosi spesso in un atteggiamento invasivo, per considerarla soggetto con cui interloquire e “collaborare”. L’artista prende “in prestito”, ciò che la natura gli concede e “ci gioca”, restituendole poi l’opera, travalicando in questo modo il concetto di possesso e consumo. Questo è lo spirito che anima “Humus Park”, terreno fertile per “verdi idee”, che saranno documentate dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti, coordinati dal professor Guido Cecere: un modo nuovo di vivere e vedere la natura, una porta che si apre su uno dei luoghi più suggestivi e ancora “misteriosi” della città, uno stimolo ad amare e rispettare il creato.
intanto prendono il via le visite guidate: tutti sabati di luglio e agosto, l'appuntamento è alle 17.30