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Mostra Nubai. Viaggio attraverso l’archeologia del Sudan

Esposti una quindicina fra vasi e monili originali, dal 27 giugno al 27 settembre 2009

Pordenone, 24 giugno 2009

E’ senza dubbio ardito, ma non per questo culturalmente ed antropologicamente meno avvincente il “dialogo” tra i reperti della Destra Tagliamento e quelli dell’alto Nilo sudanese proposto dalla mostra "Nubai. Viaggio attraverso l’archeologia del Sudan". Lo si potrà constatare visitando l’esposizione allestita nelle sale del Museo Archeologico del Castello di Torre a Pordenone, aperta dal 27 giugno al 27 settembre 2009.

All’inaugurazione che si terrà sabato 27 giugno alle ore 11.30, oltre alle autorità cittadine, è annunciata la partecipazione del Ministro dell’Ambiente e delle Antichità dello Stato di Karthum Abu Obieda Abdelrahim e del direttore del National Corporation for Antiquities and Museums del Sudan Hassan Hussein Idriss che ha concesso i materiali da esporre in mostra.

Come per la formula espositiva sperimentata lo scorso anno per la mostra Contaminazioni, si è voluto proporre un’altra iniziativa a carattere archeologico/etnografico/documentario di ampio respiro culturale che travalica i confini locali.

Infatti è stata accolta la proposta di due archeologi di fama internazionale, la dott.ssa Donatella Usai e il dott. Sandro Salvatori, da tempo impegnati in campagne di scavo in Sudan effettuate dall’IsIAO (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente di Roma). Sulla scorta delle loro esperienze la mostra affronta il “ dialogo” tra gli oggetti e le culture del nostro passato e quelli, sia antichi che attuali, di una terra lontana anticamente ai confini del mondo allora conosciuto, l’antica Nubia, oggi Sudan.. Oltre ai numerosi pannelli illustrativi che trattano dell’archeologia sudanese dalle origini dell’umanità all’epoca cristiana, saranno presentati una serie di oggetti archeologici costituita da vasi e monili provenienti direttamente dal Sudan Risulta indubbiamente interessante l’accostamento di questi materiali con quelli locali contenuti nelle varie sale del Museo Archeologico. Una mostra che induce a riflettere e a comparare gli oggetti e le culture di ieri e di oggi, di aree vicine e lontane.

Recenti studi e ricerche pare dimostrino che la storia dell’uomo e delle società possano aver avuto origine in l’Africa e più precisamente in una porzione di territorio attraversata dal Nilo. Ma c’è un mondo alla periferia dell’Egitto, il Sudan, che è stato culla delle civiltà e ha visto la formazione di società preistoriche complesse che hanno largamente influenzato l’emergere della stessa dinastia faraonica. Missioni archeologiche italiane e straniere hanno lavorato alla ricostruzione della storia di questo paese evidenziandone la straordinaria importanza, attraverso anche immagini che, accompagnate da opportune descrizioni, sono la materia prima di questo percorso alle origini della storia dell’umanità. La storia dell’uomo paleolitico in Sudan è tuttavia appena tratteggiata. Le ricerche archeologiche in questo settore sono state finora modeste rispetto ad altre zone dell’Africa dove i ritrovamenti di resti di animali hanno permesso di ricostruire l’albero genealogico dell’uomo. Ciò nonostante le poche testimonianze disponibili confermano che la valle del Nilo è stata frequentata dall’uomo almeno negli ultimi 150.000 anni.

A partire dalle società neolitiche si sviluppa in una parte del Nilo sudanese, nota col nome di Nubia, una vera e propria civiltà proto-statale, il Regno di Kush, che si estende su un ampio territorio dalla III alla IV cateratta del Nilo e che perdura per circa un millennio, quando gli Egiziani riusciranno a sfondare il loro confine meridionale sottomettendone la capitale Kerma. L’occupazione egiziana in Nubia dura circa 700 anni, durante i quali templi e aree di culto dedicate a divinità del pantheon egiziano vengono edificati lungo la valle del Nilo. La difficoltà di mantenere sotto controllo un territorio così vasto permetterà ai notabili della Nubia di conquistare lentamente la supremazia politica che determinerà il rovesciamento del potere egiziano e porterà alla nascita del Regno di Napata e Meroe e al dominio dei faraoni neri in tutta la valle fino al delta del Nilo.

L’eredità meroitica si consuma lentamente nei secoli bui che precedono l’avvento dei regni cristiani della Nubia e del Sudan centrale. Dal I al VI secolo d.C. il potere centrale si spezza e si formano piccoli potentati locali che hanno lasciato incomplete testimonianze archeologiche. Di questi popoli conosciamo soprattutto il mondo legato al culto dei morti. Tumuli giganteschi restituiscono vestigia di guerrieri e arcieri, ma non possediamo i resti di case e villaggi. Nel frattempo la religione cristiana si diffonde e le testimonianze archeologiche sono rappresentate dalle immagini di santi e scene tratte dalla Bibbia dipinte nelle cattedrali edificate nei complessi monastici più importanti.

Nel XIV secolo l’avvento dell’Islam determinerà cambiamenti epocali non solo nella cultura ma anche nell’economia e nella società. L’archeologia islamica è una disciplina ancora giovane, anche se le finora poche testimonianze meritano grande attenzione.

Scheda tecnica:

  • Mostra Nubai. Viaggio attraverso l’archeologia del Sudan
  • Luogo: Museo Archeologio Castello di Torre - Pordenone , Via V. Veneto
  • Data 27 giugno – 27 settembre
  • Orari Mostra e Museo: venerdì, sabato, domenica 15.00-19.00, la domenica anche 10.00-12.00
  • Ingresso: intero 2,00 Euro, ridotto 1,00 Euro, unico intero con gli altri musei di Pordenone 3,00 Euro, unico ridotto 2,00 Euro
  • Catalogo mostra in Museo

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