Comune di Pordenone - Museo Civico d'Arte
Palazzo Ricchieri, Corso Vittorio Emanuele II, 51
dal martedì alla domenica 15.00 - 19.00
domenica anche 10.00 - 13.00
Telefono 0434.392312 - Fax 0434.522507
E-mail: museo.arte@comune.pordenone.it
Nel 1949 Lucio Ernesto Ricchieri dona il proprio palazzo alla città
di Pordenone, per trasformarlo in un centro culturale. Dopo i restauri, resi
necessari dal cattivo stato di conservazione dell'edificio, nel 1972 viene inaugurato
un Museo d'arte che raccoglie già molte opere, destinate a crescere per le donazioni
dei collezionisti o degli artisti stessi.
Dopo esser stato chiuso alcuni anni per lavori di sistemazione, nel 1996, palazzo Ricchieri viene riaperto al pubblico in una nuova veste, con un rinnovato allestimento delle sale espositive, che ospitano le opere d'arte più significative del Museo: dipinti su tavola o su tela, disegni, affreschi, sculture lignee, mobili, oggetti di oreficeria e di ceramica, realizzati dal medioevo fino ai giorni nostri.
Sulla pubblica via si apre l'ampio ingresso, il portico, in cui si
entrava con le carrozze, che portava anche al cortile interno al palazzo, dove
si trovavano le stalle, i locali di servizio, i magazzini. Un'ampia scala in
pietra conduce ai due piani superiori, dove viveva la famiglia.
Ad ogni piano si trova un'ampia sala, con le finestre sulla strada e sul cortile interno, utilizzata come sala d'onore e di rappresentanza in cui ricevere gli ospiti, e le stanze laterali più piccole, usate in modo privato dalla famiglia. Salendo lo scalone si può vedere, dipinto sul muro, il grande stemma dei Ricchieri, diviso in quattro parti con due aquile d'argento e due ghirlande fiorite su fondo rosso. I ritratti sottostanti rappresentano alcuni dei personaggi più importanti della famiglia, che furono condottieri, politici, mercanti, uomini di chiesa.
Attività
didattiche dei Musei Civici del Comune di Pordenone per l'anno scolastico
2008-2009
Disponibili il programma e la scheda di prenotazione
18 ottobre 2008 – 18 gennaio 2008
Ingresso gratuito