Stanno per iniziare i lavori per la trasformazione e riqualificazione degli spazi dell'ex Convento dei Domenicani, da destinare alla fruizione culturale
COMUNICATO STAMPA - Pordenone 02.04.2008
In piazza XX Settembre si sta smontando la gru della ditta Setten che è stata incaricata dall’Amministrazione di eseguire alcuni lavori con carattere d’urgenza. Le era stato affidato il compito di mettere in sicurezza l’edificio in particolare per quanto riguarda il tetto dove è stata collocata una copertura temporanea allo scopo di evitare danneggiamenti alle strutture in caso di pioggia. Questi interventi sono stati realizzati in cinque mesi, dal novembre 2007 a marzo 2008. Ora sono in corso le ultime verifiche sulle documentazioni presentate dalla ditta ELLEPI di Ragusa che ha vinto l’appalto per il completamento dei lavori. Inizieranno fra circa un mese e il cronoprogramma ne prevede la conclusione nell’arco di 400 giorni.
Redatto dal personale interno al Comune il progetto prevede una serie di interventi finalizzati alla trasformazione e riqualificazione degli spazi da destinare alla fruizione culturale. Un luogo pubblico per l’incontro, la lettura, lo studio ma anche un luogo aperto in grado di ospitare manifestazioni ed eventi di interesse generale. Proprio tenendo conto della destinazione e per creare un’ottimale funzionalità legata alla sicurezza negli ambienti pubblici e ai moderni criteri di biblioteconomia, sono stati eseguiti approfonditi studi di carattere storico, artistico, strutturale ed impiantistico sulla struttura esistente, al fine di conservare le peculiarità spaziali, volumetriche e architettoniche dell’edificio.
Al piano terra sotto il porticato saranno realizzati due ingressi: a destra, rispetto all’ entrata da piazza XX Settembre l’accesso agli spazi dedicati ai ragazzi, a sinistra invece per gli adulti. Verranno creati locali destinati ad ospitare un’emeroteca, una sezione per i libri dedicati ai bambini e ragazzi, sale per la lettura e deposito dei libri, due locali da adibire a sala conferenza con 90 posti, una caffetteria, locali per le esposizioni temporanee, alcuni ambienti a disposizione delle associazioni e il chiostro diventerà una sorta di piazza pubblica. Significativa è stata la scelta di creare gruppi di locali indipendenti fra loro ed autonomi rispetto alla biblioteca intesa in senso stretto, quindi altamente funzionali ai vari scopi a cui sarà adibito l’edificio.
Il chiostro potrà contenere circa 240 posti a sedere utilizzando le strutture mobili. Sul lato retrostante rispetto a piazza XX Settembre, sarà ricavato un nuovo varco in modo da consentire l’accesso alla struttura culturale anche dal parcheggio retrostante ora in fase di costruzione. Una lunga rampa consentirà l’accessibilità ai portatori di handicap.
Al primo piano ci sarà la biblioteca vera e propria, le sale lettura e di consultazione ed alcuni uffici amministrativi,
Il secondo piano invece ospiterà le raccolte dei libri locali,
una sala musica e una mediateca. La biblioteca dimensionata per accogliere
circa 130 mila volumi, potrà ospitare oltre 150 persone e sono previste anche alcune postazioni con
terminali PC. Interessante anche la
soluzione di ripensare l’uso dei
locali interni. Infatti gli spazi
che erano utilizzati come corridoi
verranno trasformati in sale lettura con vetrate che si affacciano direttamente sul chiostro interno.
Quindi si avranno modificazioni dei
percorsi senza stravolgimenti strutturali,
poiché secondo quanto manifestato
dall’Amministrazione si è voluto assolutamente conservare
l’esistente. Interventi dunque che
prevedono il restauro di tipo
conservativo senza mutazioni strutturali e minimi lavori per ricavare nuovi spazi per ospitare
i locali per le apparecchiature
degli impianti elettrici, del riscaldamento, del raffrescamento.
Nuova anche l’impiantistica antincendio per la sicurezza e la predisposizione per la cablatura che completano gli interventi previsti dalla legislazione vigente. Anche il concetto di risparmio energetico è stato alla base della progettazione sia come soluzioni architettoniche che funzionali..
Vediamo alcuni numeri per significare l’ importanza del recupero di un edificio che verrà riconsegnato alla collettività:
Dalle ricerche storiche emerge che il Convento venne edificato grazie alle lascito testamentario di Alvise Girardi, patrizio veneto, che lasciò mille e duecento ducati per l’acquisto del terreno e per la sua costruzione.
Dopo alterne vicende e diatribe di carattere progettuale, i lavori iniziarono nell’agosto del 1699 e tra interruzioni e riprese si conclusero nel 1728 quando i Domenicani vi si insediarono nonostante le finiture e gli arredi della chiesa non fossero completati ed il campanile neppure iniziato.
Nel 1770 fu soppresso e un anno dopo passò alle monache Agostiniane che vi dimorarono fino al 1808.
Successivamente nel corso degli anni fu adibito
a caserma, sede scolastica,
ospedale militare durante la prima guerra mondiale, tribunale e nuovamente
scuola.
Dai risultati dell’indagine effettuata su documenti conservati negli Archivi di Stato di Pordenone e Udine, nella biblioteca cittadina e nell’archivio storico del Comune, risulta che l’edificio attuale è la conseguenza di una radicale trasformazione avvenuta alla fine dell’Ottocento che pur mantenendo l’impianto precedente, ha modificato l’assetto distributivo degli spazi originari. Si tratta dunque di un edificio di grande interesse, legato in modo inscindibile alla memoria storica di Pordenone.
L’Amministrazione Comunale