Sono cominciate le operazioni di rimozione delle due sculture lapidee con i meccanismi per battere le ore sulla campana pubblica. Intervento finalizzato al restauro e alla conservazione delle due statue poste sulla sommità del Municipio.
COMUNICATO STAMPA - Pordenone 09.06.2008
L’Associazione Cultura e Natura costituita da esponenti del FAI, Italia Nostra e WWF, è nata con l’obiettivo di promuovere interventi finalizzati a tutelare i beni artistici e culturali in Friuli Venezia Giulia. Fra gli altri, per il territorio pordenonese, ha già sostenuto interventi di carattere naturalistico per la salvaguardia della zona dei Magredi, ed ora, in seguito alla proposta dell’Amministrazione, l’Associazione dopo aver verificato la validità dell’operazione, accoglie e sostiene l’intervento finalizzato al restauro e alla conservazione delle due statue poste sulla sommità del Municipio, ha visto accolta la propria proposta .
L’Amministrazione infatti ha dato il via all’iniziativa e questa mattina sono cominciate le operazioni di rimozione delle due sculture lapidee con i meccanismi per battere le ore sulla campana pubblica. Sono i mori bianchi o, paggi reggiscudo risalenti al Quattrocento alti circa 130 cm. ; quello di destra reca lo scudo asburgico, quello di sinistra lo stemma della città. La leggera ed elegante inarcatura del corpo, la trattazione di volti e delle braccia evidenziano strettissime analogie con un’altra scultura, di proprietà del Duomo della città e custodita presso il Museo Civico, raffigurante La giustizia. Anche questa, di simile altezza, come le altre regge uno scudo sul quale campeggia l’aquila imperiale Come detto risultano certe la contemporaneità dell’esecuzione databile a fine del XV secolo così come il significato “civico” delle opere. Anche la materia delle tre statue è simile, trattandosi di pietra calcarea di Aurisina.
Anche se la diretta esposizione agli agenti atmosferici , particolarmente degradanti negli ultimi decenni, ha provocato una consistente usura degli stati esterni con perdita delle lavorazioni superficiali, è palese il valore scultoreo dei manufatti che si desume dalle posture, dagli atteggiamenti e dalle proporzioni dei corpi e delle membra.
In considerazione dell’attuale stato e del progressivo deterioramento, già nel 2002 è stata effettuata una verifica conservativa, le statue originali verranno sostituite con due copie e depositate in Museo Civico di Palazzo Ricchieri accanto alla terza scultura, consentendo anche di approfondire gli studi sulle analogie stilistiche e sul significato storico dei manufatti.
Le operazioni di movimentazione sono state condotte dai Vigili del Fuoco, muniti di autoscale con ceste e gru con la supervisione della Soprintendenza del F.V.G, ad Andreina Comoretto è stato affidato il restauro delle statue, tra l’altro è stata lei a eseguire il recupero della facciata del Municipio nel 2002, e le copie dei due mori che prederanno il posto delle statue originali , saranno realizzate dallo scultore Alberto Fiorin che collabora con i maggiori musei nazionali ed europei.
Il palazzo municipale di Pordenone , come ben riportato sul volume “Domus Comunis “ di Angelo Crosato, fu edificato nel 1291. Alla struttura iniziale, composta dalla loggia al piano terra e dalla sala superiore, la tradizione vuole che attorno al 1542 sia stato aggiunto, su progetto di Pomponio Amalteo, l’attuale avancorpo con loggetta, sovrastata dall’orologio e torretta superiore, in origine affrescata. In realtà avancorpo e torrette già esistevano alla data del 1509 in quanto appaiono nella mappa redatta in tale anno da Jörg Kölderer, La terra di Pordenone Imperiale con il Castello e le Ville, conservata presso l’Österreichische Nationalbibliothek (cod. 2858).
In successiva epoca imprecisata, sulla sommità furono collocate due sculture lapidee La collocazione quindi fu frutto di un adattamento e di un reimpiego di strutture lapidee: le opere poggiano su capitelli di diversa origine posti capovolti (una data probabile di questi lavori è il 1838, allorquando fu posizionata la nuova campana fusa dalla ditta Broili di Udine).
L’Amministrazione Comunale