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Home Associazioni Associazione Culturale La Roggia "Spazio,Linea,Colore" fotografie di Andrea Bertani

"Spazio,Linea,Colore" fotografie di Andrea Bertani

Mostra di fotografia dal 13 gennaio al 10febbraio2018

Quando: dal 13/01/2018 al 10/02/2018

Orario:

dal giovedì al sabato h 16,00 – 19,00

Dove: Associazione Culturale "la roggia" viale Trieste 19 33170 Pordenone

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Questo evento è stato segnalato dall'associazione: Associazione Culturale La Roggia

Spazio, linea, colore
Un linguaggio atipico caratterizza il lavoro di Andrea Bertani volto a svelare idettagli delle architetture moderne dalle quali estrapola una porzione di spazio, rivelandone esistenze di linee e di forme che altrimenti la percezione visiva difficilmente riuscirebbe a catturare.
Non un gioco affidato puramente al mezzo fotografico, ma una scelta maturata dall'autore dopo un'osservazione del particolare che, nel divenire quotidiano, diventa altro, e che lo stesso uso delle tonalità pastello esalta, restituendo una diversa consapevolezza dello stesso spazio.
Una ricerca fotografica dove la distanza tra soggetto e punto di vista viene superata dal vagheggiamento nell' inseguire e superare quello che può essere definito anacronistico. Bertani propone un approccio libero nella ricerca delle forme dell’abitare, nuovo nel modo di relazionarsi con la città e di integrarsi in essa grazie ad un mirino più attento: non il tutto ma il particolare, non lo spazio ma il colore, non il caos ma il silenzio.
Spazio, linea e colore, invisibili agli occhi dei passanti frettolosi, irrompono nel quotidiano, adattandosi a stili di vita diversi e alle funzioni urbane sollevando dubbi, domande su come e quanto queste possano incidere sullo sviluppo della città e del suo avanzamento.
Le architetture della modernità italiana sono figlie del futuro pensato nel presente, edifici dalla coerenza formale, a volte guardati con pregiudizi, a volte come piacevoli scoperte inattese. Un vero e proprio repertorio di soluzioni spaziali inedite, dove gli uomini vivono ma non appaiono, ci sono ma non parlano poiché in balia della frenesia cittadina.
Un documento urbano che si offre al fotografo per condividere pensieri legati al vivere nella città, tra le sue architetture e sospesi tra le sue complessità.
Fotografare le architetture così intese non è certo reportage, né documentazione ma è il far ricorso al non esibito, un metaforizzare il reale che, grazie alle variazioni tonali, diviene concettualmente opere d'arte, a costo però di saper guardare oltre.
A. Musumeci
ANDREA BERTANI inizia a fotografare a 20 anni, scoprendo il linguaggio visivo attraverso la frequentazione di gruppi fotografici ed interessandosi ad eventi di rilievo nell’hinterland milanese.
Autodidatta, partecipa a diversi corsi e workshop, dove affina le proprie conoscenze tecniche e visuali.
Non predilige un aspetto fotografico, in quanto la sua è una ricerca continua che sta perfezionando individuando un proprio stile, con particolare attenzione al territorio e alle trasformazioni in atto.
La fotocamera è per lui un mezzo per esplorare il mondo, ma anche espressione di un intimo sentire, che traduce in luce e colore, con particolare attrattiva per le tonalità lievi.
Ama il bianco e nero che stampa da anni, non disdegnando il colore, che utilizza in modo personale, intento a graduare le sfumature cromatiche per trasformare la luce in nuance delicate.
Dal 2011 al 2015, è parte dell’Archivio Fotografico Italiano, con cui collabora attivamente, sia in termini organizzativi che partecipando a ricerche e progetti editoriali.
Alcuni libri della collezione d'autore AFI custodiscono alcune sue pregiate visioni, tra i quali: Il Tempo della Valle (2012), Varese una provincia da amare (2013) L’Ame d’Arles (2013) Vision (2014), Valli Varesine, volti dell’agricoltura, armonia del paesaggio (2015), Legnano, la città, gli sguardi, la luce, (2015).
Questi ultimi progetti gli hanno permesso di svelarsi in un contesto europeo, presentando il libro e le sue immagini nel prestigioso Palais de l’Archevêchè e nella Galleria riservata all’Afi annualmente dal comitato del gemellaggio Arles-Vercelli, nel contesto dei RIP di Arles (FR).
Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private.

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