"Daniele d'Ungrispach: meraviglia e mistero"
Daniele d'Ungrispach podestà di Pordenone nel1384 e 1404/05, giudice e procuratore della chiesa di San Marco, mercante e caritatevole verso i bisognosi, è considerato uno dei capisaldi del senso di identità e della memoria della storia di Pordenone e del territorio.
Per celebrare il sesto centenario della morte, sono state promosse diverse iniziative. Lo scorso anno è stata scoperta una lapide collocata su Palazzo Ricchieri mentre la prossima primavera a Murano con l’intervento di vescovi, primi cittadini e delle comunità di Cormons, Pordenone e Murano tre luoghi in cui visse il beato Daniele d'Ungrispach, si terrà il clou della commemorazione.
Nel frammezzo però questo antico reggitore civico, è stato ricordato a Pordenone nella sala del Consiglio Comunale con la presentazione del volume "Daniele d'Ungrispach: meraviglia e mistero" di Roberto Tirelli.
“(...) Mistero per un corpo intatto, visibile ancora oggi, che arriva dal Medioevo (…) e meraviglia per l’inconsueto fenomeno, senza alcun intervento umano, di conservazione” oltre che per le singolari e talora strane vicende della sua vita.
Nel libro, riccamente illustrato, l’autore dunque illustra la figura dell’amministratore pubblico, del commerciante e dell’uomo pio, raccontando aneddoti ed episodi di una vita che si intreccia tra spiritualità (incontro con i Camaldolesi a Murano) attività commerciale (mercante di tessuti preziosi), vicende storiche che travalicano l’ambito locale (la Pordenone imperiale, la guerra di Chioggia, l’incendio del Castello di Torre…) e le opere di carità. Emerge la figura di un personaggio che seppe guadagnarsi il rispetto della collettività, la considerazione dei suoi pari dato che per due volte lo elessero podestà di Pordenone e la devozione popolare che vuole Daniele fra i Beati.
Il sindaco Claudio Pedrotti ha evidenziato la funzione di amministratore pubblico a servizio della comunità di Pordenone, il presidente dell’Associazione già sindaci del Friuli Piergiorgio Zanese promotrice dell’evento assieme all’Associazione Culturale Fulcherio Ungrispach di Cormons, l’ha idealmente definito protettore degli amministratori, per mons. Otello Quaia a fronte del suo impegno gli andrebbero conferiti idealmente “Stella di Natale” e il “Premio San Marco” mentre mons Camilotto della Basilica di San Marcoe già parroco di San Donato di Murano, ha espresso l’appezzamento per il risultato della ricerca biografica che lui stesso aveva coltivato in passato.
Fonte: ufficio stampa del comune di Pordenone







