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Tutti i post di novembre 2013

Sui giornali del 27 novembre

27 novembre 2013 – Rassegna stampa


Messaggero Veneto, ed. Pordenone, pag. 14

 

Il dibattito con i cittadini

26 novembre 2013 – Come procede

Dopo la presentazione dei progettisti e del Testo unico, si è aperto un ampio e vivace dibattito con i cittadini. Sono intervenuti:

  • Paolo De Biaggio
  • Eugenio Gazzola
  • Gianni Zanolin
  • Ferruccio Nilia
  • Antonio Stefanuto
  • Giuseppe Miglio
  • Gigliola Rosso
  • uno studente dell'ITG Pertini
  • Daniela Favot

Nel corso del dibattito ha dato il suo contributo il sindaco Claudio Pedrotti. Ha chiuso i lavori l'assessore all'urbanistica e alla pianificazione del territorio Martina Toffolo.

 

Le registrazioni degli altri interventi: Martina Toffolo e il processo decisionale, Monia Guarino e il Testo unico, Marco Toneguzzi e l'Ufficio di Piano, Massimo Giuliani e i progettisti

Il primo incontro con i progettisti

26 novembre 2013 – Come procede

I progettisti incaricati della redazione tecnica del nuovo Piano regolatore hanno incontrato per la prima volta i cittadini di Pordenone sabato 23 novembre a Palazzo Badini. È stata l'occasione per condividere una lettura architettonica dei contenuti emersi nel corso del percorso partecipato Pordenone più facile e alcuni spunti utili per immaginare i prossimi passi progettuali.

Consulta le slide (Pdf, 10MB circa)

Massimo Giuliani, capogruppo:

  • La partecipazione è per noi un elemento molto importante: il Piano funziona solo se vede all'inizio la condivisione da parte delle forze economiche e sociali e costruisce un patto sociale tra i cittadini per la realizzazione dell'intervento.
  • I piani hanno grande complessità, ma ancora più difficile è l'attuazione. Discutere e orientarsi rispetto ai vari temi e alle possibilità è assolutamente strategico.
  • Il supporto da parte di chi conosce e vive il territorio è per noi fondamentale per capire se le nostre visioni incontrano le sfaccettature della realtà locale.
  • Non saranno tutte rose e fiori: noi porteremo avanti le nostre idee e ci confronteremo, ma è importante mettere in campo tutte le potenzialità.
  • Immagino il Piano come un palinsesto di tante possibilità. Siamo in un momento molto speciale: la pianificazione al tempo della più pesante guerra economica che si sia scatenata nel mondo. Questa battaglia chiede che siano messe insieme le energie di tutti. Per questo abbiamo proposto come slogan del Piano "Le energie della città". Non solo le energie di chi ha voglia di costruire, ma anche di centinaia di generazioni che hanno costruito Pordenone.
  • Raccontiamo un po' di temi, non esaustivi, tratti dalla nostra esperienza e dai progetti che abbiamo realizzato.

 

Michele Brunello, Dontstop:

  • Il ragionamento sull'urbanistica si è sviluppato a partire dalla gestione delle emergenze e poi nella ricerca della "città giusta", più di recente della "città attrattiva". Oggi il dibattito sulla città ruota intorno al concetto di "smart". Il lavoro che avete fatto con Pordenone più facile ha riempito di significato la parola smart, generando un'intelligenza collettiva con cui noi interagiamo nello sviluppo del Piano.
  • Sostenibilità, una parola ormai svuotata di significati. Il caso della Cassinazza di Giussago (Pavia): agricoltura di terza generazione che produce non solo beni e lavoro, ma anche ambiente.
  • Mobilità, il caso di Milano: investimento sulle mobilità alternative (carsharing, bikesharing) per creare le condizioni per liberare il centro dalle automobili. Il caso di Bordaux: il tram a raso cambia l'uso degli spazi pubblici.
  • Accoglienza, nuovi spazi per nuove economie e nuove professionalità che hanno bisogno di network e reti. Il coworking come spazio di progettualità, il caso The Hub a Milano. I fab lab, la manifattura artigianale che condivide macchinari per creare laboratori di creatività.
  • Resilienza, la capacità adattativa come capacità di riutilizzo delle strutture della città del Novecento per accogliere le nuove economie e le sfide della contemporaneità. Il caso Mtv ad Amsterdam. Il caso Saint Nazaire in Francia, la riqualificazione del costruito attraverso la creazione di nuove facciate con spessore per migliorarne le performance energetiche e l'estetica. Il caso del recupero urbano integrato a Lisbona, ricreazione di spazi di condivisione comune.
  • Trasparenza, l'uso delle nuove tecnologie per dare più informazioni e usare l'intelligenza collettiva. La partecipazione è dare strumenti con cui fare cose.

 

Massimo Giuliani:

  • Faremo molta attenzione alla coerenza dell'impostazione dei progetti della città rispetto a una serie di direttive europee, perché significa entrare nel motore dei finanziamenti dei prossimi anni: green economy, smart city e in generale le declinazioni delle politiche per arrivare entro al 2020 in Europa al contenimento del 20% del consumo di energia e delle emissioni e alla produzione di energie rinnovabili per almeno il 20%.
  • Una città è fatta di scelte recenti e scelte assunte molto tempo prima, nel corso della sua storia. Pordenone è una città in ordine, che non mostra apparentemente le crisi in atto o sul punto di esplodere, dal nostro punto di vista lombardo una delle cose più vicine alla Svizzera, solo che si mangia meglio.
  • L'area vasta è caratterizzata dalla competizione dello sviluppo, di per sé non negativa, ma portata all'eccesso porta alla perdita di energia. Crediamo che l'equilibrio si possa raggiungere attraverso una migliore cooperazione sui temi e i piani o i servizi comuni, che nel tempo favoriscono la coesione.
  • Costruiremo tre scenari reali basati sulle alternative più significative emerse nel corso del percorso. Per ciascuno proporremo un'analisi approfondita dei vantaggi e degli svantaggi, misurabile, da discutere, per arrivare a una soluzione condivisa. Condivisione significa aver capito quali sono i prezzi che si pagano per andare in una certa direzione, nulla è gratis.
  • Ci sono dei temi che per noi sono invarianti, che coincidono con alcuni dei temi emersi nel percorso pordenonese. Uno dei temi fondamentali è il rapporto tra città e campagna, che è cambiato molto portando alterando l'equilibrio energetico. I fondi europei a sostegno dell'agricoltura (Pac) sono un'opportunità da cogliere.
  • Agricoltura come energia e paesaggio. Il caso di Monza: aree agricole in progressivo abbandono affidate ad agricoltore col vincolo di produrre paesaggio mentre producono cibo. Il caso della Certosa di Pavia: le finanze della collettività non permettevano l'apertura di un nuovo parco, si è fatto ricorso agli agricoltori.
  • Gli strumenti oggi sono diversi perché diverse sono le esigenze. Non abbiamo più il problema di gestire l'espansione.
  • La perequazione per la redistribuzione degli spazi urbani e la riqualificazione energetica. Il caso di Cerro Maggiore. Il caso di Varedo.
  • Il preverdissement, ovvero la piantumazione di verde come requisito per ottenere o mantenere il diritto edificatorio. Per arrivare al consumo zero dobbiamo pensare a tanti usi temporanei della città. Il caso di Segrate.
  • La concorsualità, ovvero la selezione degli interventi in funzione dei criteri desiderati, alla qualità, alla sostenibilità. Il caso di Monza.
  • La stratificazione urbana: rigenerazione urbana attraverso criteri innovativi e basati sull'efficienza energetica.

 

Martina Toffolo:

  • I progettisti produrranno tre scenari ugualmente percorribili, che valuteremo in funzione delle opportunità e dei costi.
  • Sostenibilità, sicurezza del suolo, riuso e riqualificazione sono le invarianti che abbiamo posto come vincolo.
  • Quello che abbiamo visto non è il piano, sono una serie di modalità e sperimentazioni possibili, hanno il pregio di essere già state applicate e che se ne conoscono già i pro e i contro. Ma ce ne sono anche altre, l'urbanistica sta evolvendo verso la terza generazione.
  • Un tema importante per noi è la capacità di trasformazione della città, anche ricorrendo a forme temporanee per dare risposte alle domande della città.
  • Stiamo sperimentando, non abbiamo certezze, dobbiamo tutti accostarci con un approccio laico.

 

Le registrazioni degli altri interventi: Martina Toffolo e il processo decisionale, Monia Guarino e il Testo unico, Marco Toneguzzi e l'Ufficio di Piano, il dibattito con i cittadini

L'organizzazione dell'Ufficio di Piano

26 novembre 2013 – Come procede

Marco Toneguzzi, responsabile dell'Ufficio di Piano, ha spiegato sabato 23 novembre a Palazzo Badini come è organizzato il lavoro di progettazione e come il Comune di Pordenone interagisce con i professionisti incaricati della redazione tecnica del nuovo Piano regolatore.

  • Finisce una prima fase (analisi) e si entra in una seconda fase (progettazione), nella quale l'Ufficio di piano del Comune di Pordenone sta lavorando a pieno regime per il supporto dei professionisti incaricati.
  • L'Ufficio di Piano è formato dai funzionari del settore pianificazione ed edilizia privata, un gruppo che è cresciuto molto nelle competenze negli ultimi anni.
  • Ci siamo dati come obiettivo un ritmo sostenuto nel rapporto con i progettisti, che lavorano in Lombardia: siamo sempre in contatto via mail e telefono e scambiamo i materiali attraverso un server Ftp, ma abbiamo deciso di incontrarci comunque in presenza almeno una volta al mese.
  • Stiamo attivando un tavolo intersettoriale all'interno del Municipio, per garantire il supporto di tutte le conoscenze specialistiche dell'amministrazione.
  • Dobbiamo cercare di creare alleanze funzionali con gli altri piani e gli altri studi in corso di realizzazione: il Piano della mobilità, il Piano dell'energia, i Piani di zona, la Valutazione ambientale strategica, gli studi idrogeologici, ma anche quelli sovraordinati come il Piano dell'autorità di bacino, il Piano di governo del territorio e il Piano paesaggistico della Regione.
  • Non siamo ancora in grado di creare un piano di area vasta, perché legislativamente impossibile, tuttavia accogliendo sia gli stimoli emersi durante i laboratori civici di Pordenone più facile sia i tentativi recenti di riforma urbanistica regionale noi abbiamo interloquito con tutti e sette i comuni della cintura pordenonese (Roveredo in Piano, San Quirino, Cordenons, Zoppola, Fiume Veneto, Porcia, Fontanafredda), trovando grande disponibilità a pensare ad azioni comuni.
  • I tempi, come da capitolato di incarico: siamo nello sviluppo della fase di analisi, a dicembre avremo il documento di sintesi e la bozza delle direttive. Ogni passaggio prevede il coinvolgimento anche dei cittadini per la condivisione delle proposte che usciranno dal lavoro dei professionisti. Se non si verificheranno inghippi, possiamo pensare di andare in adozione di Piano a novembre 2014. Non abbiamo indicato i tempi per l'approvazione, perché è subordinata a una serie di passaggi istituzionali stabiliti per legge.

 

Le registrazioni degli altri interventi: Martina Toffolo e il processo decisionale, Monia Guarino e il Testo unico, Massimo Giuliani e i progettisti, il dibattito con i cittadini

La presentazione del Testo unico

26 novembre 2013 – Come procede

Nel corso dell'incontro di Pordenone più facile di sabato 23 novembre a Palazzo Badini, Monia Guarino ha illustrato senso, organizzazione e contenuti del Testo unico di sintesi della fase di analisi propedeutica al Piano regolatore.

 

 

Le registrazioni degli altri interventi: Martina Toffolo e il processo decisionale, Monia Guarino e il Testo unico, Marco Toneguzzi e l'Ufficio di Piano, Massimo Giuliani e i progettisti, il dibattito con i cittadini

Un processo decisionale articolato

26 novembre 2013 – Come procede

Intervento dell'assessore all'urbanistica e alla pianificazione del territorio Martina Toffolo in apertura dell'incontro di Pordenone più facile, sabato 23 novembre a Palazzo Badini.

  • Fare un piano regolatore vuol dire scegliere come gestire il territorio.
  • L'urbanistica ha due filoni. Quello scientifico, che cerca elementi di analisi e strumenti. E quello etico, che attraverso la pianificazione cerca di rispondere alle esigenze della società, degli stili di vita e dello sviluppo del nostro territorio.
  • Noi abbiamo deciso che per affrontare la stesura del nuovo Piano regolatore volevamo innanzitutto una cassetta degli attrezzi, degli strumenti che ci aiutassero a conoscere veramente il territorio e strutturare le nostre scelte.
  • Le scelte non sono più prorogabili, questo è il nostro momento per decidere. Il Piano regolatore è uno degli strumenti che ci possono aiutare
  • Pongo una domanda al Piano regolatore: come possiamo diventare innovativi?

 

Le registrazioni degli altri interventi: Monia Guarino e il Testo unico, Marco Toneguzzi e l'Ufficio di Piano, Massimo Giuliani e i progettisti, il dibattito con i cittadini

Sui giornali del 26 novembre

26 novembre 2013 – Rassegna stampa


Messaggero Veneto, ed. Pordenone, pag. 14

Messaggero Veneto, ed. Pordenone, pag. 15


Messaggero Veneto, ed. Pordenone, pag. 14


Alcune precisazioni:

  • Gli 1,9 milioni di metri cubi in questione sono gli stessi di cui si parla dall'inizio del 2012, non il frutto di nuovi calcoli o di nuove autorizzazioni. Nei mesi scorsi il dato è stato già rilanciato a più riprese dagli stessi giornali locali.
  • Questi metri cubi non sono «già autorizzati», ma sono la potenzialità prevista dagli strumenti urbanistici vigenti. Rappresentano la somma delle cubature massime ammesse dal Piano regolatore in vigore, che potrebbero essere legittimamente utilizzati dai proprietari delle aree interessate.
  • La replica integrale a Gianni Zanolin si può leggere qui.
  • I dati citati negli articoli sono tratti dal Testo unico presentato sabato a Palazzo Badini e consultabile integralmente online.

Sui giornali del 25 novembre

25 novembre 2013 – Rassegna stampa


Alcune precisazioni:

  • La trasformazione dell'area da agricola a residenziale è stata concessa con la variante 53 del 2004 e riconfermata con la variante 70 del 2006. La trasformazione da residenziale a commerciale è stata concessa con la variante 77 del febbraio 2011. Gianni Zanolin, che da assessore ha a suo tempo approvato questi passaggi formali, ha ogni diritto di evolvere oggi la sua visione rispetto alla pianificazione del territorio, tuttavia più di molti altri conosce ed è responsabile del processo storico che ha portato alla situazione odierna.
  • Non solo Zanolin ha diritto di evolvere il suo pensiero sulla pianificazione del territorio, ma siamo pure lieti di dargli un caloroso benvenuto tra noi: le sue conclusioni di oggi sono le premesse da cui tutto il lavoro sul Piano regolatore ha preso le mosse più di un anno fa. Impostare il bando per il Piano regolatore non più sulle dimensioni desiderate, ma sulle effettive capacità del territorio di sostenere la vita e le opere dei suoi abitanti (gli ecosystem services di cui tanto si è parlato durante gli incontri di Pordenone più facile), significa mettere la tutela del suolo al primo posto e ripensare lo sviluppo della città di conseguenza, limitando, fermando o addirittura sottraendo il consumo di suolo.
  • L'amministrazione è garante dei diritti di tutti, da questo principio nasce il rapporto fiduciario tra cittadino e istituzione. Per mettere in discussione i diritti acquisiti sono necessarie basi molto solide, sostanziate da elementi approfonditi e condivisi. Il percorso che l'amministrazione comunale sta conducendo insieme alla città per arrivare al nuovo Piano regolatore ha anche e soprattutto questo scopo: dare sistematicità e profondità di analisi agli argomenti che permetteranno alla nostra comunità di fare scelte, se necessario, anche molto forti rispetto ai pur legittimi diritti individuali.
  • Abbiamo visto proprio in questi giorni - con la bocciatura da parte del Tar del regolamento comunale che vieta gli spettacoli con animali, una norma coraggiosamente voluta proprio da Zanolin - come imporre scelte pur ispirate a sensibilità contemporanee e illuminate possa alla fine causare danni alla collettività, se non sostanziate da elementi certi. L'idea di buon governo di questa amministrazione è innovare nel rispetto della legalità, attraverso scelte consapevoli, condivise e rispettose dei diritti di tutti.

Il Testo unico, sintesi della fase di analisi

25 novembre 2013 – Cosa trarne

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Parole chiave: testo unico

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Come un territorio e la sua comunità possono diventare smart. Un percorso di incontri, di ascolto e di condivisione per l'elaborazione partecipata del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale

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