Museo Civico d'Arte

Cardè - fra luci e sogni

personale dell'artista dalle prime esperienze informali per arrivare alle sperimentazioni di arti applicate con le Dream Box
Con il patrocinio del Comune di Pordenone Con il patrocinio del Comune di Pordenone

Con la mostra “Cardè, tra luci e sogni” in programma dal 7 giugno al 7 luglio, promossa dall’associazione Il Circolo col sostegno del Consiglio regionale,  prosegue, dopo gli allestimenti dedicati a Florian, Missinato, De Carli, e Centazzo l’attenzione da parte dell'assessorato alla cultura del Comune di Pordenone per le espressioni artistiche nate nel territorio, con esposizioni dedicate nelle sale del Museo Civico d’Arte. Una scelta precisa del Comune per dare spazio, oltre agli artisti di respiro nazionale e internazionale, anche a chi ha fatto della terra pordenonese la sua fonte di lavoro e ispirazione, contribuendo alla sua valorizzazione. Nel caso di Fernanda Valentina Cardè abbiamo un’artista nata alle porte di Udine, ma pordenonese d’adozione.

“Questo - afferma l’assessore alla cultura Pietro Tropeano - ci parla di una città, Pordenone, che sa essere accogliente e aperta e dove gli artisti possono sentirsi a casa, trovando un luogo dove poter essere se stessi ed esprimere liberamente la propria arte”.

Fernanda Cardè è un’artista che ha saputo sviluppare negli anni una propria ricerca estetica, intimamente legata a una ricerca interiore. Questo è maggiormente evidente nell’ultimo periodo di produzione, dal 2007 a oggi, oggetto della mostra. Materia e colore si fanno veicolo di un dialogo spirituale, che l’artista vive in prima persona, ma che vuole anche comunicare all’esterno. Utilizzando la tecnica mista la pittrice si appropria della tela, che accoglie una sperimentazione poliedrica fatta di sottili sovrapposizioni materiche, graffi, incisioni e schizzi di colore. Grazie ai temi ispirati alle filosofie orientali, una visita all'esposizione di Fernanda Cardè, improntata a un lirismo informale e caratterizzata da una musicalità delle cromie, diventa quasi un momento di meditazione. Entrando nella sale del museo, si lascerà il mondo esterno fuori dalla porta, per entrare in una dimensione sospesa, ma altrettanto reale, dove ritrovare il contatto con se stessi e con quel mondo di sogni, rivendicato dall'artista come un diritto per tutti.

Dalle prime esperienze informali astratte del 1997/98 si arriva alla sperimentazione della arti applicate con le scatole dei sogni, dream box di legno, carta, colore e inchiostri: scatole che danno forma tridimensionale a una pittura affidata all’informale e che si prestano a vibrazioni luminose grazie all’abilità tecnica di Marcello De Re Camilot.

“Le ho concepite – afferma l’artista – come un abbraccio dei nostri sogni, che tratteniamo nell’intimo. Illuminandole emerge una parte inaspettata. Tutto questo crea un dinamismo di respiri e cromie”. In particolare nelle ultime opere di Cardè diventa evidente l’invito ad aprire le braccia per accogliere il non visibile. Nei suoi Dream Box l’artista riesce ad imprigionare tutto ciò che nella realtà è movimento: la vibrazione della luce, il fremito delle fronde, l'iridescenza delle cascate, le onde del mare.

Orario

da mercoledì a domenica ore 15:00 - 19:00

Allegati

ultima modifica 2019-06-06T17:48:51+02:00
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