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Fiume Noncello

Descrizione e cenni storici sul fiume Noncello

Ponte di Adamo ed EvaL'origine della città di Pordenone è legata all'esistenza del porto sul fiume Noncello, di cui si ha notizia per la prima volta nel 1204 grazie al diario di viaggio di Wolfger von Erla già vescovo di Passau, poi influente e potente patriarca di Aquileia.

Pordenone, dal latino Portus Naonis, infatti, nasce e si sviluppa come città di transito commerciale fra i territori veneziani e l’area norica, grazie alla via d’acqua costituita dal Noncello, affluente del Meduna, a sua volta tributario del Livenza: tutti fiumi navigabili fino all’Adriatico.

Il corso del Noncello è piuttosto complesso e articolato: la sorgente più a monte si trova nel comune di Cordenons, ma altre risorgive più a valle formano rivoli che si uniscono a quello nativo, soprattutto nell’area dell'ex Cotonificio Makò, di via delle Sorgenti e di Torre, frazione di Pordenone. Passato Cordenons, a livello del ponte Braida Foenis, il corso del fiume diventa più ampio tanto che le sue acque sono utilizzate da un allevamento ittico delimitato da paratie, che hanno anche il compito di deviare il corso del fiume verso un canale artificiale, realizzato per alimentare la centrale idroelettrica di Torre. Superate le bassure di Torre le acque del Noncello, divise in più alvei, alimentano due rami che avvolgono il parco del Seminario per poi riunirsi poco prima del centro cittadino. In questo tratto il fiume aumenta di portata, grazie al contributo delle rogge Vallona, Mulini, Codafora e Brentella e di un piccolo affluente, il rio Maj.

Nel centro di Pordenone, subito a valle del cosiddetto ponte di Adamo ed Eva furono edificate le banchine per il carico delle merci sui burchi, poiché solo da lì in poi la portata del fiume è sufficiente per una sicura navigazione. Nel Settecento però fu necessario spostare la banchina del porto un po' più a valle, nella frazione di Vallenoncello; s'ipotizza che il trasferimento fu determinato dell'aumento del traffico fluviale, con convenienza ad accogliere burchi di maggiore dimensione e pescaggio, oppure da una costante quanto preoccupante riduzione della portata idrica del fiume.

Oggi laddove burchi a vela e piccole imbarcazioni fluviali trasportarono merci e passeggeri, si snoda il parco fluviale del Noncello, che costituisce un’attrattiva storica e naturalistica particolarmente interessante: nel cuore cittadino, infatti, si può ammirare la splendida fauna legata all'ecosistema fluviale e una ricca vegetazione spontanea, costituita dalla tipica flora ripariale.

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pubblicato il 2018/12/11 16:24:00 GMT+1 ultima modifica 2019-08-30T09:16:59+01:00
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