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Descrizione e cenni storici sul palazzo comunale di Pordenone

Municipio di PordenoneIl palazzo del Municipio, denominato originariamente lozza, sorse probabilmente alla fine del XIII secolo (il 1291 è l’anno supposto), nella parte più antica ed elevata dell’abitato, in stretta relazione col Duomo e col porto fluviale sul Noncello.

La struttura originaria, interamente in cotto, con pianta trapezoidale, si componeva di una Loggia inferiore, aperta su tre lati con tre archi a sesto acuto sulla facciata e due ai fianchi, e di una sala a livello superiore. La Loggia era adibita all’amministrazione della giustizia e alle riunioni ufficiali, la parte superiore era destinata ad usi diversi: fontego, ossia magazzino per scorte di granaglie, luogo di custodia delle armi, spazio per spettacoli teatrali e di intrattenimento, come del resto in alcuni momenti anche la sottostante Loggia. Sul fianco esterno di ponente sono ancora visibili le tracce della  scala a due rampe che conduceva al piano superiore.

Dal 1540 davanti alla facciata si collocava una base con pilastro che sosteneva l’antenna della bandiera con il Leone di San Marco, eliminata poi nel 1885 per ragioni di viabilità.

Nel 1542 la facciata si arricchisce di pinnacoli gotici e di un avancorpo a torre su disegno dell’artista Pomponio Amalteo, allievo e genero del Pordenone, costituito da quattro blocchi: arco d’accesso con stemma del Leone di San Marco, balcone per proclami, orologio e dado sommitale che sorregge la campana civica (quella attuale è del 1838) e due paggi reggiscudi, con lo stemma di Pordenone e quello della casata d’Austria, che battono le ore, chiamati popolarmente “mori”.

Nel 1626 la sala superiore viene abbellita con il dipinto dell’artista Alessandro Varotari detto Il Padovanino raffigurante San Marco e la Giustizia, commissionato appositamente per tale spazio. La stessa sala consiliare poi, a partire almeno dal 1811, ospitò altre opere d’arte, incrementate alla fine dell’800 con la donazione di Michelangelo Grigoletti, che costituirono la Pinacoteca della città fino alla istituzione del Museo civico di Palazzo Ricchieri nel 1970.

Agli inizi degli anni ’20 del Novecento la giunta decise di ampliare il palazzo comunale per collocare gli uffici che erano distribuiti in più sedi all’interno della città. Nel 1925 si affidò l’incarico di ampliamento all'architetto Cesare Scoccimarro che in qualche modo cercò di seguire le caratteristiche formali dell’antica Loggia. Il nuovo edificio, concluso nel 1928, si addossò all’originaria Loggia e, eliminando lo stretto vicolo chiamato “dietro la loggia” o “calle Roviglio”, prese il posto dei retrostanti edifici in rovina che vennero demoliti.

A metà anni Cinquanta del Novecento, per il continuo crescendo delle attività comunali, strettamente correlato all’aumento della popolazione e del ritmo della vita cittadina, si decise di ampliare ulteriormente la sede del Municipio. Questo nuovo intervento porta la firma dell’architetto Ignazio Cardarella e fu realizzato in più riprese tra il 1957 e il 1976. Il progetto di Cardarella si è concretizzato a sud in una “galleria ad arcate pensili”, che si sviluppa lungo il perimetro esterno dell'edificio. Anche in questo caso il nuovo edificio venne a sostituire le vecchie e fatiscenti abitazioni che occupavano l’area dell’antico borgo.

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pubblicato il 2018/12/11 16:24:00 GMT+1 ultima modifica 2019-08-30T08:29:53+01:00
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