Descrizione
È di proprietà della Diocesi di Concordia Pordenone e nel 2004 è stato concesso in comodato d’uso al Comune di Pordenone: un provvedimento che ha incrementato in modo importante il patrimonio naturalistico pubblico a disposizione dei cittadini.
Poi, nel 2024, la concessione è stata modificata da comodato a contratto di locazione dell'area.
Il Parco è caratterizzato da numerosi prati che, durante la stagione estiva, vengono falciati per ottenere foraggio.
Si tratta di cenosi vegetali originate e mantenute dall'uomo, insediate su suoli profondi, argillosi, mediamente umidi e ricchi in nutrienti, che un tempo erano largamente presenti in tutta la pianura friulana perché utilizzate per la produzione di fieno. Attualmente sono in fase di netta regressione, dovuta a una numerosa serie di concause, quali l'abbandono, la trasformazione in campi coltivati, oppure la distruzione a seguito dell'espansione urbana, industriale e delle infrastrutture viarie.
Recenti interventi di ripristino a finalità ricreativa si sono concretizzati con la creazione di vialetti, con la sistemazione di ponticelli lungo la roggia che fiancheggia la strada sterrata, la messa a dimora di numerosi alberi presso i camminamenti e la sistemazione di alcune panchine, rendendo così comoda e semplice la visita a questo importante parco naturalistico cittadino.
Oltre alla vegetazione prativa, lungo il fiume Noncello e nell’area degli edifici del Seminario è possibile osservare piante tipiche degli ambienti ripariali e forestali, grazie al sentiero che costeggia il corso d'acqua. Durante il periodo autunnale, pioppi, salici, platani e aceri si colorano di tinte accese creando un suggestivo contrasto cromatico con il verde intenso dei prati e l'azzurro del cielo.
La fauna del Parco del Seminario è particolarmente ricca di specie, sia a seguito dell’importante estensione del comprensorio che per i diversi biotopi che vi si osservano. La parte principale del parco è rappresentata dagli ampi prati da sfalcio che consentono la presenza delle specie tipiche degli ambienti aperti con radi alberi e siepi come ad esempio il canapino, l’averla piccola e la sterpazzola.
Presso il Noncello e nel giardino dell’edificio che ospita il Seminario, i molti alberi di grandi dimensioni consentono l’instaurarsi di una fauna più legata ai sistemi forestali come ad esempio il picchio rosso maggiore.
Negli specchi d’acqua connessi al fiume, è invece usuale l’incontro con l’airone cenerino, la garzetta, il tarabusino, il cormorano, il marangone minore, il tuffetto, la folaga, la gallinella d’acqua, il porciglione e il germano reale.
Gli ampi prati consentono a questo Parco di annoverare fra i mammiferi una specie tipicamente legata alle praterie, che rappresenta l’autentico emblema di quest’area verde. Si tratta della lepre che si osserva prestando un po’ di attenzione, poiché generalmente tende a popolare le zone di prato più lontane dalla strada ciclo-pedonale che costeggia il Noncello.
Mini foresta Miyawaki
L’impianto di mini foreste riparie si ispira al metodo Miyawaki, una tecnica di rimboschimento specifica che prende il nome dal botanico giapponese Akira Miyawaki e che porta a dei risultati incredibili in breve tempo. Questo metodo, diffuso ormai in tutto il mondo, si basa sul concetto di Vegetazione Naturale Potenziale, che favorisce la messa a dimora di piante autoctone, resistenti e spontanee, capaci di riprodursi velocemente creando in pochi anni delle piccole foreste.
Seguendo le indicazioni di Miyawaki, nell’area destinata del parco del Seminario sono state messe a dimora da 2 a 5 piante per metro quadrato, disposte in file con andamento sinuoso per rendere l’impianto il meno artificioso possibile. Le piante prescelte appartengono a trenta specie autoctone tipiche di quest’ambito, offrendo quindi una grande differenziazione e, oltre ad esse, saranno messe a dimora anche talee legnose di Salice bianco e Salice cinerino prelevate dagli alberi già presenti nel parco, per un totale complessivo di circa 700 piante!
Questa tecnica viene applicata nelle aree lungo il basso corso del Noncello al fine di sostituire gli arbusti di rovo che qui sono infestanti e che, nel tempo, hanno soffocato le rive. L’area di intervento, che costituisce un primo sito sperimentale, si trova sul lato sinistro del parco del Seminario (per chi entra dall’ingresso principale) e si estende per circa 50 metri costeggiando il fiume.
Indirizzo
Modalità di accesso
Ingressi
Si può accedere al Parco dall'ingresso principale in via Martiri Concordiesi, dall'ingresso in via Terme Romane e da quello in via Stringher.
Come arrivare
- In auto: Il parco è facilmente raggiungibile dal centro città percorrendo via Martiri Concordiesi (MAPPA). È possibile parcheggiare in via Martiri Concordiesi dove sono presenti stalli riservati ai possessori di contrassegno CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo).
- In autobus: L'area è servita dal trasporto pubblico locale (TPL FVG). Le fermate più vicine si trovano su via Revedole, situate a meno di 100 metri dall'ingresso principale del Parco.
- A piedi o in bicicletta: È possibile accedere al parco dalla pista ciclabile cittadina che collega il centro con il quartiere di Torre e percorre un anello tra via Martiri Concordiesi e via Terme Romane.
Accesso per persone con disabilità
Il Parco si distingue per un ottimo grado di accessibilità:
- Ingressi: I varchi d'accesso privi di barriere architettoniche. La pavimentazione dei punti di ingresso è complanare ai marciapiedi esterni, permettendo il passaggio agevole di sedie a rotelle, scooter per la mobilità e passeggini.
- Percorsi interni: I viali principali del parco sono strada bianca battuta e garantiscono una superficie regolare e piana. Le pendenze interne sono minime e conformi alla normativa vigente (D.M. 236/89), consentendo la circolazione in totale autonomia.
- Arredi e Sosta: Le aree di sosta con panchine sono distribuite lungo i percorsi accessibili.
Orario per il pubblico
Sempre aperto
