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La storia di Pordenone illustrata dai ragazzi nei «murales digitali»

26/04/2018 – Presentati i disegni dei nuovi «murales digitali» che prossimamente orneranno il muro delle scuole Gabelli di Pordenone, in viale Trento.
La storia di Pordenone illustrata dai ragazzi nei «murales digitali»
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Presentati i disegni dei nuovi «murales digitali» che prossimamente orneranno il muro delle scuole Gabelli di Pordenone, in viale Trento.
Comune di Pordenone
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2018-10-24T12:23:35+02:00

Presentati oggi in Municipio i disegni dei nuovi «murales digitali» che prossimamente orneranno il muro delle scuole Gabelli di Pordenone, in viale Trento. Realizzati dagli studenti dell’istituto d’arte Galvani di Cordenons, i disegni raccontano la storia di Pordenone vista e interpretata dai ragazzi stessi, dall’epoca romana al futuro. Una storia fatta di ottimismo, idealismo e al tempo stesso concretezza e sorprendente maturità.


AFFRESCHI DIGITALI - Tecnicamente le otto illustrazioni, ognuna delle quali rappresenta artisticamente altrettanti pezzi di storia cittadina, saranno trasformate in stampe digitali su pannelli rigidi che verranno applicati al muro della scuola. E’ stata scelta questa soluzione poiché più duratura rispetto all’affresco e anche perchè la pittura eseguita direttamente su muro avrebbe comportato l’uso dei ponteggi con i relativi rischi per i ragazzi. Una settantina gli alunni coinvolti di diverse classi terze, quarte e quinte. Il progetto è pronto e ora va concretizzato se non già quest’anno scolastico, certamente il prossimo.


ABBELLIMENTO URBANO - A lanciare l’iniziativa è stato il consigliere delegato all’istruzione Alessandro Basso che l’ha presentata assieme al sindaco Alessandro Ciriani, al vicepreside della scuola d’arte, Luca Gianni, e all’insegnante Fulvio Dell’Agnese. «Questo progetto – ha detto Basso – è emblema del forte collegamento e legame del Comune con il mondo della scuola sul territorio. I disegni, di grandissima qualità, decoreranno una scuola simbolo di Pordenone e voi ragazzi che li avete realizzati rimarrete in un certo senso nella storia della città». «E’un modo – ha argomentato il sindaco Ciriani – per rendere la città più attraente e piacevole, specie nelle sue zone da abbellire e recuperare, utilizzando le risorse creative e le eccellenze artistiche locali. Questi disegni dei ragazzi del Galvani sono talmente belli che accoglieremo a braccia aperte altre idee e proposte. Dunque, questo percorso continuerà». «Abbiamo partecipato a un bando europeo per proseguire questo progetto – ha confermato il vicepreside Gianni - e imparare la tecnica dello «storytelling» (il racconto, in pratica, ndr) attraverso parole e immagini. Gli sviluppi prevedono anche una «App» in cui le immagini dei murales verranno collegate a schede informative (in italiano, inglese e friulano) anch’esse redatte dai ragazzi, che aiuteranno i turisti a trovare il luogo descritto».


LA CITTA' OTTIMISTA E MATURA DEI RAGAZZI - «I ragazzi – ha spiegato ancora il vicepreside - non conoscevano la storia di Pordenone. Gliela abbiamo insegnata e da lì è nata una loro particolare narrazione. Non c’è tutto – ha specificato - ma i temi, personaggi e luoghi della città che hanno colpito la loro immaginazione. E’a mio avviso una splendida narrazione, frutto di due anni di lavoro. Particolarmente significativo l’ultimo pannello dedicato alla Pordenone del domani immaginata dagli alunni, una città matura capace di coniugare e far dialogare tutte le sue componenti e potenzialità istituzionali, economiche, culturali. «L’idea proposta dal Comune di rappresentare la storia cittaqdina farebbe tremare i polsi a fior di artisti – ha aggiunto Fulvio Dell’Agnese – i ragazzi hanno scelto una visione ottimistica con mongolfiere che volano verso il futuro, ma ben attaccate alla terra, alle radici e alla tradizione della città. Una rilettura non pedante che diventa quasi un gioco visivo per i passanti. Penso contribuirà veramente all’intento del Comune di rendere più bella e frizzante quell’area».


STORIA CITTADINA ILLUSTRATA – Il primo pannello, dedicato all’epoca romana, dunque alla Pordenone prima di Pordenone, è incentrato su Torre, la sua villa romana con i lacerti di affreschi pompeiani e il museo archeologico nel castello del quartiere. Il secondo riguarda il medioevo e i luoghi simbolo del ‘300: palazzo comunale e duomo, campanile e chiesa del Cristo. Tra i personaggi compare il beato Odorico che comincia il suo viaggio in oriente di cui si stanno celebrando i 700 anni. Il terzo è dedicato al rinascimento. In questo caso l’immaginazione dei ragazzi è rimasta colpita dal fatto che i palazzi del centro erano tutti affrescati, tanto che Pordenone era chiamata la «città dipinta». Tra le personalità spiccano, tra gli altri, Il Pordenone e Fortunio, concittadino autore della prima grammatica della lingua italiana. Il settecento è disegnato nel quarto pannello, con piazza della Motta che all’epoca era il cuore pulsante della città. Non mancano il teatro e i fratelli Gozzi. Due i pannelli dedicati all’800. Il primo incentrato sul Risorgimento con i garibaldini Enea Ellero Giovanni Battista Bertossi che parteciparono alla spedizione dei Mille. Tra le figure scelte anche il giursita Pietro Ellero e Vendramino Candiani, primo sindaco italiano della città. La seconda tavola sull’'800 illustra lo sviluppo industriale del tessile, ceramica e cartiere, ma anche l’arrivo del treno in città e il completamento del campanile San Giorgio. E arriviamo a ieri, al ‘900, secolo in cui nascono tutte le scuole superiori pordenonesi (le prime erano già sorte nell’800, oltre alla Comina, prima scuola di aviazione civile in Italia. Naturalmente gli autori non hanno dimenticato la Zanussi e la Savio, ma anche l’affermazione di Pordenone città della cultura, la resistenza di Ettore Busetto e Franco Martelli e il simbolo della Provincia, appena cancellata. Infine l’ottava tavola, la Pordenone futura con il municipio, la fiera, il teatro e la biblioteca in dialogo tra loro. «Ciò che ci è più piaciuto di questa esperienza – hanno commentato gli alunni a margine della presentazione – è stata l’opportunità di scoprire cose che non conoscevamo e che ci circondano della città, le sue origini, i suoi luoghi, edifici, palazzi e personaggi».

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