Cotonificio di Torre

Cotonificio di Torre

Il Cotonificio Veneziano è uno dei numerosi opifici dedicati alla lavorazione delle fibre naturali e alla filatura che furono realizzati a Pordenone nell'Ottocento. In questa fabbrica vennero impiegate migliaia di persone.

Tipologie luoghi
Nome alternativo Cotonificio Olcese Veneziano
Descrizione estesa

La ditta Belaz Fratelli & Blanc di Trieste, costituita da imprenditori di origine ginevrina, avviò a Torre tra il 1839 e il 1842 una fabbrica dedicata alla filatura del cotone.

Inizialmente l’opificio era disposto su 6 piani e sormontato da una torretta, dove una campana scandiva i turni di lavoro, addossato a un secondo, più esteso, a 4 piani, secondo una struttura sviluppata verticalmente, al pari delle coeve fabbriche inglesi e tedesche e degli antichi filatoi da seta italiani.

Nel 1895, dopo vari passaggi di proprietà avvenuti nel 1887 e nel 1889, diviene Società Anonima Cotonificio Veneziano che apparteneva al cotoniere Emilio Cantoni di Milano.

Intorno al 1900 il complesso della filatura venne ampliato e ristrutturato demolendo le strutture verticali troppo elevate, sostituite da un edificio a tre e a quattro livelli con copertura piana e torretta dell’orologio che sosteneva il serbatoio per l’acqua e le scale. Nel 1910 il complesso si amplia ancora ma nel 1916, nonostante le moderne precauzioni antincendio, la filatura venne seriamente danneggiata da un incendio.

L’attività riprende per poco nel 1917, dopo lavori di ripristino alla struttura, ma a novembre dello stesso anno, durante la ritirata di Caporetto, lo stabilimento venne incendiato dai militari italiani affinché non cadesse in mano agli austriaci. Il complesso fu nuovamente ricostruito tra il 1919 e 1920, riprendendo i modelli estetico-formali del vecchio edificio.

A metà del 1930, la fabbrica venne ampliata con l’aggiunta di un corpo parallelo, disposto su due livelli e unito al corpo principale grazie a due pensiline, poste alle estremità. Nel corso della seconda guerra mondiale la fabbrica venne requisita dalle truppe tedesche e subì pesanti devastazioni. Negli anni ’50 l’ultimo ampliamento. Lo stabilimento di Torre cessò la sua attività nel 1984 e ora versa in uno stato di abbandono e degrado in attesa di una riqualificazione.

Nei pressi: tintoria e Immaginario scientifico

Nel 1935 tutto l’insieme degli edifici della tintoria venne dismesso e destinato ad altri usi artigianali.

In particolare l’edificio - che era stato riconvertito in spazio per l’officina Marson, dal nome dell’ultimo proprietario - ora ospita, dopo il restauro, l’Immaginario Scientifico di Torre di Pordenone.

Attualmente gli edifici della vecchia tintoria, di proprietà privata, versano in uno stato di completo abbandono.




Servizi presenti nel luogo


Modalità di accesso

L'accesso a questo sito di archeologia industriale non è consentito.

Come arrivare

  • In auto: L'edificio si trova all'interno del quartiere di Torre ed è raggiungibile dal centro città percorrendo via Revedole o via Piave, piazza Lozer e via Vittorio Veneto. I parcheggi più vicini sono in corrispondenza dell'Immaginario Scientifico o della Chiesa dei Santi Ilario e Taziano.
  • In autobus: Il sito è servito dalle linee del trasporto pubblico locale (TPL FVG). Le fermate più vicine sono situate in via Vittorio Veneto o via Bellasio.
  • A piedi o in bicicletta: L'area è raggiungibile attraverso il percorso ciclopedonale del Parco del Seminario o la ciclopedonale di via Piave.

Accesso per persone con disabilità

  • Percorsi esterni: Le aree limitrofe alla struttura presentano una pavimentazione prevalentemente piana (asfalto o terra battuta stabilizzata), che consente il transito di sedie a rotelle e passeggini senza pendenze eccessive.
  • Accessibilità visiva e percorsi naturali esterni: I sentieri ciclopedonali del quartiere sono larghi e regolari, permettendo la fruizione esterna del sito anche a persone con ridotta capacità motoria in totale sicurezza.
  • Nota sulla struttura: Trattandosi di un complesso di archeologia industriale privato, l'accesso agli interni non è consentito.
Indirizzo Via Vittorio Veneto
Quartiere
Circoscrizione
Latitudine 45,966
Longitudine 12,684
CAP 33170
Città Pordenone
Orario per il pubblico


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Testo

La ditta Belaz Fratelli & Blanc di Trieste, costituita da imprenditori di origine ginevrina, avviò a Torre tra il 1839 e il 1842 una fabbrica dedicata alla filatura del cotone.

Inizialmente l’opificio era disposto su 6 piani e sormontato da una torretta, dove una campana scandiva i turni di lavoro, addossato a un secondo, più esteso, a 4 piani, secondo una struttura sviluppata verticalmente, al pari delle coeve fabbriche inglesi e tedesche e degli antichi filatoi da seta italiani.

Nel 1895, dopo vari passaggi di proprietà avvenuti nel 1887 e nel 1889, diviene Società Anonima Cotonificio Veneziano che apparteneva al cotoniere Emilio Cantoni di Milano.

Intorno al 1900 il complesso della filatura venne ampliato e ristrutturato demolendo le strutture verticali troppo elevate, sostituite da un edificio a tre e a quattro livelli con copertura piana e torretta dell’orologio che sosteneva il serbatoio per l’acqua e le scale. Nel 1910 il complesso si amplia ancora ma nel 1916, nonostante le moderne precauzioni antincendio, la filatura venne seriamente danneggiata da un incendio.

L’attività riprende per poco nel 1917, dopo lavori di ripristino alla struttura, ma a novembre dello stesso anno, durante la ritirata di Caporetto, lo stabilimento venne incendiato dai militari italiani affinché non cadesse in mano agli austriaci. Il complesso fu nuovamente ricostruito tra il 1919 e 1920, riprendendo i modelli estetico-formali del vecchio edificio.

A metà del 1930, la fabbrica venne ampliata con l’aggiunta di un corpo parallelo, disposto su due livelli e unito al corpo principale grazie a due pensiline, poste alle estremità. Nel corso della seconda guerra mondiale la fabbrica venne requisita dalle truppe tedesche e subì pesanti devastazioni. Negli anni ’50 l’ultimo ampliamento. Lo stabilimento di Torre cessò la sua attività nel 1984 e ora versa in uno stato di abbandono e degrado in attesa di una riqualificazione.

Nei pressi: tintoria e Immaginario scientifico

Nel 1935 tutto l’insieme degli edifici della tintoria venne dismesso e destinato ad altri usi artigianali.

In particolare l’edificio - che era stato riconvertito in spazio per l’officina Marson, dal nome dell’ultimo proprietario - ora ospita, dopo il restauro, l’Immaginario Scientifico di Torre di Pordenone.

Attualmente gli edifici della vecchia tintoria, di proprietà privata, versano in uno stato di completo abbandono.




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