Piazza della Motta

Piazza della Motta

Realizzata a fine '500, fu luogo di mercato, feste e momenti sportivi. Oggi, grazie all'installazione di un impianto avveniristico, è un "Teatro Urbano" a cielo aperto in cui vengono proiettate immagini suggestive sui palazzi e sulla pavimentazione.

Tipologie luoghi Piazza
Nome alternativo
Descrizione estesa

L’odierna Piazza della Motta era in origine un’area non urbanizzata appartenente al Castello di Pordenone chiamata "prà del castello".

Nel 1583 i cittadini chiesero al governo veneto di trasformare tale appezzamento in una piazza, opera che venne realizzata nel 1592 e che, almeno dal 1594, fu destinata ad essere luogo di mercato, soprattutto di animali.

Sull’area, cui si accedeva dalla Piazzetta del Moto (ora via della Motta) si affacciava a ovest, fin dalla prima metà del XV secolo, il convento dei Frati Minori conventuali di San Francesco, edificato su volontà di Francesco Ricchieri su di un terreno del castello concesso dal Capitano.

Nel corso del XVII e XVIII secolo la piazza cominciò ad assumere l’aspetto che conosciamo oggi: l'area fu rivestita di ciottolato e sorsero probabilmente le modeste abitazioni che chiudono il lato est della piazza.

Nella seconda metà del XVIII secolo furono eretti il Palazzo del Monte dei Pegni sul lato nord e il Palazzo Galvani-Damiani, ora Casa di Riposo Umberto I, a sud.

Grazie al “nobile interrompimento”, anonimo edificio porticato (poi demolito nel 1960) che serrava il lato nord congiungendo il Convento di San Francesco con il Monte dei Pegni, la piazza venne chiusa su tutti i lati.

Fu allora che questo luogo divenne parte integrante della vita e del divertimento dei pordenonesi. Al suo interno si disputarono corride di tori e cani, partite di calcio e di pallacorda, carnevali con danze popolari, i tradizionali falò dell’Epifania, mostre di animali esotici, spettacoli di ambulanti e partite di tombola.

Nel corso dell’Ottocento questo luogo venne chiamato "Piazza dei grani" dal momento che il secondo piano del Monte di Pietà, affacciato sulla piazza, ospitava il granaio pubblico.

Negli anni Sessanta del Novecento al centro della piazza fu realizzata una fontana circolare con una scultura bronzea raffigurante San Francesco, opera dello scultore Pietro Sam. Nel 2002 la fontana venne rimossa a causa del suo cattivo stato di conservazione e la statua fu traslata su un basamento in via della Motta, davanti alla chiesa di San Francesco.

Servizi presenti nel luogo


Modalità di accesso

Come arrivare

  • In auto: La piazza si trova in una zona a traffico limitato (ZTL) ma è immediatamente adiacente ad ampie aree di sosta. Il parcheggio più vicino è il Park Rivierasca (interrato e di superficie), situato a circa 100 metri. Vi sono presenti numerosi stalli riservati a persone con disabilità.
  • In autobus: La zona è servita dalle linee del trasporto pubblico locale (TPL FVG). Le fermate più comode sono situate in viale Dante, collegate alla piazza da percorsi pedonali pianeggianti.
  • A piedi o in bicicletta: La piazza è un'area parzialmente pedonalizzata e facilmente raggiungibile da Corso Vittorio Emanuele II attraverso i vicoli storici (es. Vicolo delle Mura). La struttura dispone di spazi esterni dove è possibile assicurare le biciclette.

Accesso per persone con disabilità

  • Accesso: L'accesso alla piazza è libero e facilmente percorribile da persone con disabilità motoria, da carrozzine e passeggini.
Indirizzo Piazza della Motta
Quartiere
Circoscrizione
Latitudine 45,956
Longitudine 12,662
CAP 33170
Città Pordenone
Orario per il pubblico


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Testo

L’odierna Piazza della Motta era in origine un’area non urbanizzata appartenente al Castello di Pordenone chiamata "prà del castello".

Nel 1583 i cittadini chiesero al governo veneto di trasformare tale appezzamento in una piazza, opera che venne realizzata nel 1592 e che, almeno dal 1594, fu destinata ad essere luogo di mercato, soprattutto di animali.

Sull’area, cui si accedeva dalla Piazzetta del Moto (ora via della Motta) si affacciava a ovest, fin dalla prima metà del XV secolo, il convento dei Frati Minori conventuali di San Francesco, edificato su volontà di Francesco Ricchieri su di un terreno del castello concesso dal Capitano.

Nel corso del XVII e XVIII secolo la piazza cominciò ad assumere l’aspetto che conosciamo oggi: l'area fu rivestita di ciottolato e sorsero probabilmente le modeste abitazioni che chiudono il lato est della piazza.

Nella seconda metà del XVIII secolo furono eretti il Palazzo del Monte dei Pegni sul lato nord e il Palazzo Galvani-Damiani, ora Casa di Riposo Umberto I, a sud.

Grazie al “nobile interrompimento”, anonimo edificio porticato (poi demolito nel 1960) che serrava il lato nord congiungendo il Convento di San Francesco con il Monte dei Pegni, la piazza venne chiusa su tutti i lati.

Fu allora che questo luogo divenne parte integrante della vita e del divertimento dei pordenonesi. Al suo interno si disputarono corride di tori e cani, partite di calcio e di pallacorda, carnevali con danze popolari, i tradizionali falò dell’Epifania, mostre di animali esotici, spettacoli di ambulanti e partite di tombola.

Nel corso dell’Ottocento questo luogo venne chiamato "Piazza dei grani" dal momento che il secondo piano del Monte di Pietà, affacciato sulla piazza, ospitava il granaio pubblico.

Negli anni Sessanta del Novecento al centro della piazza fu realizzata una fontana circolare con una scultura bronzea raffigurante San Francesco, opera dello scultore Pietro Sam. Nel 2002 la fontana venne rimossa a causa del suo cattivo stato di conservazione e la statua fu traslata su un basamento in via della Motta, davanti alla chiesa di San Francesco.

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