Cartiera di San Valentino

Cartiera di San Valentino

Dagli inizi del Seicento e per oltre due secoli, l'antico opificio fu destinato alla produzione della carta. Successivamente divenne mulino, fabbrica del ghiaccio e centrale idroelettrica.

Tipologie luoghi Parco
Nome alternativo
Descrizione estesa

Parco di San Valentino

La cartiera venne realizzata, tra il 1614 e il 1630, a seguito della trasformazione di un antico mulino da sega di proprietà della famiglia Mantica. Nel terreno adiacente all’edificio, prima del 1650, venne creato un invaso della profondità di circa tre metri e un bacino, alimentato da acque risorgive, con prese d'acqua per l’alimentazione delle ruote idrauliche e i dispositivi per lo svuotamento.

Nel giugno 1770 l’edificio, con tutte le proprietà annesse, venne venduto a Valentino Galvani. La cartiera fu attiva fino al 1860, anno in cui cessò la produzione, a causa di un processo di lavorazione ormai obsoleto.

Nel 1883 l'edificio venne convertito a mulino da grano, con una turbina Francis al posto delle ruote a pale e macchine a cilindro.

Nel 1901 i Galvani, industriali moderni e al passo con i tempi, vi installarono all’interno un generatore elettrico. Il complesso venne poi affittato alla ditta Valentino Guarnieri e Giobatta Lucio Poletti” e – dopo notevoli modifiche – al suo interno furono creati una fabbrica di ghiaccio e magazzini di frigoriferi.

Nel 1903 è in funzione nelle vicinanze un nuovo opificio dotato di motori elettrici, celle frigorifere, un impianto per ghiaccio e un altro di trebbiatura per grano. Sul finire degli anni Venti l'attività cessò e poco dopo la “Società Elettrica Pordenonese” acquistò dai Galvani la centrale elettrica di San Valentino. La produzione di energia continuò fino al 1962 e da quel momento in poi l'edificio, il lago e il parco circostante furono abbandonati.

Tra il 1996 e il 1997 l'edifico, dopo essere entrato a far parte delle proprietà comunali assieme al giardino e al lago, è stato oggetto di un intervento di restauro e ripristino. Durante questi lavori emersero al piano terra le antiche strutture settecentesche e altre parti ancora più antiche. Questi preziosi elementi furono preservati durante il restauro e sono oggi visitabili.

Servizi presenti nel luogo

Saletta riunioni con 30 posti per conferenze, incontri.

Modalità di accesso

Accesso consentito previa autorizzazione

Indirizzo Via San Valentino
Quartiere
Circoscrizione
Latitudine 45,965
Longitudine 13,661
CAP 33170
Città Pordenone
Orario per il pubblico


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Telefono contatto 0434 392922
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Parco di San Valentino

La cartiera venne realizzata, tra il 1614 e il 1630, a seguito della trasformazione di un antico mulino da sega di proprietà della famiglia Mantica. Nel terreno adiacente all’edificio, prima del 1650, venne creato un invaso della profondità di circa tre metri e un bacino, alimentato da acque risorgive, con prese d'acqua per l’alimentazione delle ruote idrauliche e i dispositivi per lo svuotamento.

Nel giugno 1770 l’edificio, con tutte le proprietà annesse, venne venduto a Valentino Galvani. La cartiera fu attiva fino al 1860, anno in cui cessò la produzione, a causa di un processo di lavorazione ormai obsoleto.

Nel 1883 l'edificio venne convertito a mulino da grano, con una turbina Francis al posto delle ruote a pale e macchine a cilindro.

Nel 1901 i Galvani, industriali moderni e al passo con i tempi, vi installarono all’interno un generatore elettrico. Il complesso venne poi affittato alla ditta Valentino Guarnieri e Giobatta Lucio Poletti” e – dopo notevoli modifiche – al suo interno furono creati una fabbrica di ghiaccio e magazzini di frigoriferi.

Nel 1903 è in funzione nelle vicinanze un nuovo opificio dotato di motori elettrici, celle frigorifere, un impianto per ghiaccio e un altro di trebbiatura per grano. Sul finire degli anni Venti l'attività cessò e poco dopo la “Società Elettrica Pordenonese” acquistò dai Galvani la centrale elettrica di San Valentino. La produzione di energia continuò fino al 1962 e da quel momento in poi l'edificio, il lago e il parco circostante furono abbandonati.

Tra il 1996 e il 1997 l'edifico, dopo essere entrato a far parte delle proprietà comunali assieme al giardino e al lago, è stato oggetto di un intervento di restauro e ripristino. Durante questi lavori emersero al piano terra le antiche strutture settecentesche e altre parti ancora più antiche. Questi preziosi elementi furono preservati durante il restauro e sono oggi visitabili.

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