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Discorso del Sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti

In occasione della visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mercoledì 30 maggio 2012

Signor Presidente della Repubblica,

la città di Pordenone è orgogliosa di accogliere e salutare il Presidente della Repubblica Italiana.

Il terremoto accaduto in Emilia Romagna, che ha colpito così duramente quelle terre, ci impone di iniziare questo incontro con un atto di vicinanza nei confronti delle famiglie delle vittime e di solidarietà per chi ora deve affrontare il dopo: il Friuli ha conosciuto da vicino cosa vuol dire una tale esperienza e di quanta forza sia necessaria per reagire: ma sa anche quanto sia importante la solidarietà degli altri e il loro aiuto fattivo.

Tutto questo accade in un momento di grande cambiamento per il nostro paese. Cambiamento che tocca in modo profondo anche questa città e la nostra comunità.

Siamo inseriti in un contesto internazionale nel quale tutti i nostri modelli sono destinati ad essere profondamente rivisti, ricostruiti e riproposti.

Abbiamo avuto un lungo periodo in cui l’individuo, l’io isolato al centro della vita economica, è stato visto come libero di perseguire il proprio interesse, nella convinzione che la interazione senza regole di tali interessi sarebbe stata capace di dare il massimo a tutti, quasi magicamente.

Dal sogno ci siamo svegliati quando abbiamo visto gli scatoloni dei broker della Lehman Brothers con i quali lasciavano i loro uffici.

La realtà ci costringe oggi a riscoprire comportamenti che sostituisco il noi all’io, la condivisione alla divisione, la cooperazione alla frammentazione.

I nuovi principi necessari per affrontare la crisi vedono nella reciprocità, solidarietà e socialità i nuovi valori fondanti.

La transizione che stiamo affrontando, in questo cambio di paradigma, sarà lunga e dura. Ci coinvolgerà tutti e, alla fine, tutti saremo diversi.

La crisi tocca oggi in particolare i più deboli ed, ancor di più, i nostri giovani. Come istituzioni, dobbiamo essere loro vicini, non lasciarli soli e far sì che le nuove generazioni siamo quelle che guidino questo cambio di modello indispensabile per il paese. Le istituzioni, mai come oggi, debbono mostrare la loro solidità e presenza, con la sobrietà che i nostri tempi esigono e che debbono rispecchiarsi in una politica rinnovata e vicina al cittadino.

Grazie, Signor Presidente, per la determinazione e la forza con cui ha guidato, con il rispetto delle sue prerogative, il paese in momenti così difficili, garantendone la coesione, individuando le soluzioni più adatte alle necessità del momento e iniziando il rinnovamento.

I cittadini di Pordenone le saranno sempre grati per ciò che ha fatto e farà e vogliamo condividere la nostra gioia di averlo come nostro ospite qui, nella città del gonfalone dalle porte aperte.

ultima modifica 2018-10-24T12:46:11+01:00
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