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Vivere con gli algoritmi – Evento concluso

Riflessioni umane nel tempo delle macchine
Se pensiamo alla tecnologia come ad una torta, gli algoritmi sono la sua ricetta e i dati i suoi ingredienti. Diventare abili “cuochi della tecnologia” è oggi requisito indispensabile per non farsi travolgere.

Siamo pervasi dalla tecnologia, che ormai è sempre più inusuale definire “nuova” perché parte integrante della nostra quotidianità e di qualsiasi aspetto della nostra vita. La pandemia ha messo in luce tutta la sua importanza, ma allo stesso tempo ha mostrato tutta la nostra dipendenza. Se pensiamo alla tecnologia come ad una torta, gli algoritmi sono la sua ricetta e i dati i suoi ingredienti. Diventare abili “cuochi della tecnologia” è oggi requisito indispensabile per non farsi travolgere dalla forza dirompente di queste trasformazioni, senza dimenticare il fine ultimo: gli esseri umani e il loro benessere. Comprendere come reagire non è facile. Proprio per questo proveremo a fornire qualche spunto attraverso una serie di riflessioni profondamente umane, in questo tempo dominato dalle macchine.

PROGRAMMA
Lunedì 7 giugno 2021 ore 18.00
IL POTERE DEI DATI PUBBLICI
Matteo Troìa in dialogo con Giorgia Lodi

Ogni giorno, la pubblica amministrazione raccoglie e gestisce preziosi patrimoni informativi, che descrivono molti aspetti della nostra società. Un utilizzo intelligente di queste grandi moli di dati ci aiuterebbe a prendere decisioni più mirate, a progettare meglio le strategie politiche e quindi a rendere migliore la società in cui viviamo. Non sempre però la pubblica amministrazione italiana è consapevole del potere dei dati che possiede. La mancanza di competenze e la mancanza di una visione, spesso fanno da ostacoli alla trasformazione digitale del nostro Paese. È possibile immaginare un Paese più efficace tramite l’utilizzo dei dati? Assieme ad una grande esperta di dati pubblici cercheremo di capire come estrarre da essi tutto il loro potenziale, evitando gli errori più comuni e valorizzando le buone pratiche.


MATTEO TROÌA si occupa di Big Data Analysis e Business Intelligence in Capgemini, società multinazionale leader nei servizi di consulenza, tecnologia e trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni. Nel 2019 è Consulente nel Team per la Trasformazione Digitale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove si è occupato di design dei principali servizi pubblici digitali e di progetti Open Data e Open Source. Dal 2016 al 2018 ha svolto il ruolo di Data Analyst nella Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla Digitalizzazione e l’Innovazione della Pubblica Amministrazione, presso la Camera dei Deputati. Di recente si è occupato di applicare la data science alla lotta alla corruzione, pubblicando assieme ad alcuni colleghi degli articoli accademici riconosciuti a livello nazionale ed internazionale.

GIORGIA LODI è tecnologa all'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) - Laboratorio di tecnologie semantiche (STLab), dove si occupa di numerosi progetti nazionali ed europei legati al mondo dei dati, della loro semantica e della privacy. Ha un Dottorato in Informatica presso il Dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università di Bologna che le ha permesso di trascorrere un lungo periodo nel contesto accademico. Nel 2011 diventa consulente presso l'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID): inizia così a lavorare su tematiche quali l’Identità Digitale (quello che oggi è SPID), il cloud computing nella Pubblica Amministrazione, l’interoperabilità tecnica e semantica, smart city e smart communities e molti progetti legati a Open Data, Big Data e Semantic Web. Nel 2020 è stata scelta come membro della Task Force Nazionale istituita per l’emergenza Covid-19, che si è occupata di ragionare sul come utilizzare al meglio i dati per la lotta alla pandemia.

 
Mercoledì 9 giugno 2021, ore 18.00
QUANTO TI FIDI DI UN ALGORITMO?
Matteo Troìa in dialogo con Felicia Pelagalli

Sempre più spesso, coloro che si occupano di intelligenza artificiale e di algoritmi in generale, sono costretti a fare i conti con questioni etiche e morali. Conoscere a fondo le basi dell’informatica è condizione necessaria ma non sufficiente se abbiamo a cuore l’idea di progettare una “tecnologia giusta”. Si tratta quindi di interrogarci sul nostro personale rapporto con gli algoritmi, prendendoci del tempo per riflettere sull’elemento essenziale che sta alla base di ogni relazione: la fiducia. Durante questo incontro cercheremo di capire perché è importante stabilire un rapporto di fiducia con gli algoritmi e quali sono i rischi di questa relazione inedita. Assieme ad una studiosa che da tempo riflette sulle implicazioni che la tecnologia ha sugli esseri umani, ci faremo raccontare se possiamo cominciare a fidarci di quegli algoritmi che ogni giorno decidono in maniera sempre più importante la nostra vita.


FELICIA PELAGALLI è un’esperta europea di innovazione, analisi dei Big Data e Intelligenza Artificiale. Dalla fine degli anni '90 indaga le trasformazioni umane e culturali che accompagnano la rivoluzione digitale in corso. Ha scritto numerosi articoli pubblicati sui principali quotidiani di informazione: Il Sole 24 Ore, Il Foglio, La Stampa, Wired,
Linkiesta, Formiche, Corriere delle Comunicazioni. Cura un Blog sulla rubrica “Nòva100” de Il Sole 24 Ore, intitolata Human Data. Dal 2008 è fondatrice e CEO di Culture, società di ricerca e comunicazione, dal 2015 è co-fondatrice e Presidente dell'Associazione no-profit InnovaFiducia. È inoltre docente di "Formazione e trasformazione digitale" nella Scuola di specializzazione in Psicologia della Salute dell'Università Sapienza di Roma e docente di "Etica del dato e Interpretazione del dato complesso" nel Master Big Data dell'Università Sapienza di Roma. Di recente è stata scelta come membro dell'Expert Group “Facilitating the use of new data sources for official statistics” della Commissione Europea.
 
Venerdì 11 giugno 2021 ore 18.00
L’INTELLIGENZA NON È ARTIFICIALE
Matteo Troìa in dialogo con Rita Cucchiara

Nel 1983 la rivista Time assegnò per la prima volta nella sua storia il premio di «persona dell’anno» non a un essere umano ma al personal computer: fu l’inizio di una rivoluzione tecnologica verso il mondo nuovo, veloce e leggero dell’Intelligenza Artificiale. Con il tempo l’Intelligenza Artificiale ha smesso di cercare di riprodurre il nostro modo di ragionare ed è diventata una forma di intelligenza diversa, che partendo dai dati e dall’esperienza è capace di imparare e quindi di parlare, vedere, sentire, guidare, muoversi e interagire con gli esseri umani. Lavora con l’uomo nella medicina elaborando migliaia di immagini, nell’industria, nella finanza, supporta la sicurezza nazionale e può diventare pericolosa se progettata o utilizzata in modo sbagliato. Viene spontaneo chiedersi fino a dove potrà spingersi e se ci siano dei confini etici da non valicare. Ma anche qual è il ruolo delle persone nei confronti delle tecnologie che domineranno il prossimo futuro. Risponderemo a questi interrogativi insieme ad una delle massime esperte europee nel campo dell’Intelligenza Artificiale ed autrice del libro “L’intelligenza non è artificiale” (Mondadori, 2021).


RITA CUCCHIARA, Professoressa ordinaria presso il dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi. A Modena dirige il laboratorio AImageLab e l'NVIDIA AI Technology Center. Dal 2018 è direttore del Laboratorio nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio interuniversitario nazionale per l'informatica e coordina il gruppo di lavoro sull'Intelligenza Artificiale del ministero della Ricerca e dell'Università. Membro del Board of Director dell'Istituto Italiano di Tecnologia, è autrice di più di 450 lavori scientifici nel campo della Visione Artificiale e del Deep Learning.
ultima modifica 2021-05-31T10:53:57+02:00
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