Museo Civico di Storia Naturale Silvia Zenari

Il corno dell'unicorno

23/04/2020 – #MuseiADomicilio - Un servizio rivolto a tutti gli studenti e insegnanti. Può un Museo di Storia di Naturale conservare un reperto fantastico, come il corno dell’unicorno? Certo che sì, se entriamo nel Theatrum naturae, la ricostruzione di un modello cinquecentesco di esposizione di una collezione naturalistica, ricca di campioni esotici esibiti nei modi più singolari...
Il corno dell'unicorno
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#MuseiADomicilio - Un servizio rivolto a tutti gli studenti e insegnanti. Può un Museo di Storia di Naturale conservare un reperto fantastico, come il corno dell’unicorno? Certo che sì, se entriamo nel Theatrum naturae, la ricostruzione di un modello cinquecentesco di esposizione di una collezione naturalistica, ricca di campioni esotici esibiti nei modi più singolari...
Comune di Pordenone
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2020-04-23T18:07:42+01:00

Un reperto importante, conservato in una sala straordinaria al primo piano, che racchiude millenni di storia, tra mito e scienza.

Non si tratta naturalmente di un corno equino, ma di un dente di narvalo, un cetaceo dei mari del Nord piuttosto difficile da avvistare, e quindi conosciuto da relativamente poco tempo.

L’unicorno è tipicamente rappresentato come un cavallo bianco, dotato di un corno sulla fronte, avvolto a spirale (elicorno); nel corso dei Secoli, gli furono attribuite, tra le altre, virtù terapeutiche (poteva guarire dall’avvelenamento) e divenne poi simbolo di purezza. Nel 1500, il progresso della scienza ne rafforza l’immagine a causa del ritrovamento di alcuni elicorni, che commercianti avidi vendevano a. peso d’oro. Fu così che il mitico animale entrò nei libri di zoologia, almeno fino al 1827, quando il francese George Cuvier afferma l’impossibilità dell’esistenza di una creatura siffatta.

Questo ed altri curiosi reperti dall’incredibile storia (ad esempio la Chimera appesa al soffitto o il rostro del pesce sega appeso alla parete) si trovano nel Theatrum Naturae del Museo, una sala copia di quella realizzata da Ferrante Imperato, naturalista napoletano, che verso la fine del 1500 allestì una stanza con fossili, animali impagliati e mostruosità naturali che dovevano incutere spavento e meraviglia nel visitatore.

Tra le “mostruosità” della sala si possono ammirare anche un vitello a due teste appeso al soffitto (il cranio è stato estratto dall’animale impagliato ed è anch’esso visibile) e un capriolo albino dagli inquietanti occhi rossi.

La smania di collezionare curiosità esotiche e rarità portò alla nascita delle più famose Wunderkammern (“stanze delle meraviglie”), che però conservavano un po’ di tutto, monili e manufatti umani, oltre a reperti naturali.

È con l’avvento del Theatrum naturae , in cui si espongono solo elementi naturalistici, che ci si avvia verso il concetto attuale di Museo.

#MuseiADomicilio. I Musei civici di Pordenone si raccontano con due articoli settimanali, agili e puntuali, offrendo spunti didattici per le scuole. Un viaggio di approfondimento culturale attraverso dipinti, sculture, reperti archeologici e naturalistici, alla scoperta dei nostri splendidi musei e il loro patrimonio.
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