Pronti? Via!

4 settembre 2012Come procede

Pordenone più facile, il percorso che l'Amministrazione comunale ha lanciato per condividere con la città l'elaborazione del nuovo Piano Regolatore Generale Comunale e l'avvio di un cantiere progettuale per la smart city, entra nel vivo.

Dopo la presentazione ufficiale dell'11 luglio, nel corso della quale il sindaco Claudio Pedrotti e l'assessore all'urbanistica Martina Toffolo hanno illustrato le attività organizzate nei prossimi mesi, i mesi estivi sono serviti agli incaricati del Comune per incontrare i cittadini in alcuni luoghi caldi della città. Le prime "piazzate", ovvero incursioni urbane in vie e piazze della città per ascoltare il punto di vista dei residenti e costituire piccoli di lavoro, si sono tenute in via Cappuccini, piazza Costantini, piazza Risorgimento e via Prasecco.

Nei prossimi mesi il percorso Pordenone più facile sarà scandito da diversi momenti di confronto creativo con la cittadinanza. Il 15 settembre è in programma il simposio che avvia il percorso: quattro esperti cultori della materia (Luca De Biase, Alberto Cottica, Michele Vianello, Elisabetta Tola) e quattro rappresentanti di casi studio selezionati (Bologna, Torino, Milano, Genova) sono stati invitati a presentare le proprie esperienze di lavoro; il momento del racconto (mattina) sarà seguito da un momento di dibattito (fine mattina) e da un momento di riflessione-confronto con la città (pomeriggio). Il simposio offre l’occasione di intrecciare le riflessioni tecnico-istituzionali con le riflessioni locali-identitarie attraverso l’esplorazione dei diversi punti di vista.

Il percorso Pordenone più facile proseguirà nei mesi a seguire con cinque laboratori di progettazione partecipata (29 settembre, 13 ottobre, 27 ottobre, 10 novembre, 24 novembre 2012) dedicati ad approfondire i temi che per Pordenone sono SMART (Sostenibilità, Mobilità, Accoglienza, Resilienza, Trasparenza).

Parallelamente agli incontri programmati, su questo blog (comune.pordenone.it/pnfacile) e sui social network (Facebook, Twitter, YouTube) stimoli diversi saranno forniti ai cittadini affinché possano condividere le proprie riflessioni attraverso strumenti “altri”, più informali e adatti alla piena espressione del punto di vista di chi abita e vive un territorio: foto e fotonarrazioni così come video e cortometraggi, ma anche passeggiate di quartiere e incursioni urbane, per un “confronto” diretto con il territorio dialogando apertamente “sul” territorio.

contributi di questo primo ciclo di attività - bisogni ed aspettative, visione condivisa e missioni, situazioni e misure prioritarie organizzato in un “testo unico” - saranno utilizzati come indicazioni per la redazione delle direttive del nuovo Piano regolatore Comunale, il cui iter inizierà formalmente nel 2013 e sarà accompagnato da ulteriori incontri pubblici, workshop dedicati al confronto tra politici-tecnici-cittadini, momenti di animazione urbana.

A dicembre 2013 il Piano Regolatore Comunale approderà a teatro con un lungometraggio interattivo realizzato con la comunità e anticipato durante il percorso da due trailer dedicati. La rappresentazione del Piano non può essere infatti solo tecnico-normativa. Questo importante strumento di governo del territorio s’intromette nella quotidianità di una comunità e ne caratterizza la qualità di vita, definisce l’immagine di un territorio e ne orienta il suo sviluppo: la sua espressione dunque deve raccontare i principi, i sogni e le aspirazioni che il cittadino “di oggi” propone all’abitante di “domani”, manifestando con la  forma urbana la cultura della città.

Cento punti di vista sulla città

6 settembre 2012Come procede

Foto di Francesca Codogno
Foto: Francesca Codogno

Oltre 100 persone si sono sedute oggi sulla sedia posizionata per tutto il giorno in piazza Cavour, per fare da comparse al trailer che aprirà ufficialmente Pordenone più facile, il percorso condiviso verso il piano regolatore. Tutti i partecipanti hanno condiviso un concetto per descrivere la città: Pordenone è stata, di volta in volta, bella, complicata, comoda, cambiata, mia, silenziosa (troppo), perfetta, diversa da quella che sembra, per i giovani.

Dall'entusiasta al critico, dal curioso allo scettico, tutti i punti di vista sono stati rappresentati. Non sono mancati momenti di contrasto, anche acceso, quando le osservazioni di un gruppo di cittadini extracomunitari hanno attirato le proteste di un passante.

L'appuntamento è ora per il 15 settembre a Palazzo Badini per il simposio inaugurale di Pordenone più facile, quando il cortometraggio girato oggi con la collaborazione dei cittadini sarà presentato alla città.

Entriamo nel vivo

6 settembre 2012Come procede

Com'è andato il simposio inaugurale

15 settembre 2012Come procede
Com'è andato il simposio inaugurale

Con il simposio inaugurale di oggi è iniziato ufficialmente il percorso partecipato verso il nuovo Piano regolatore di Pordenone. Buona l'accoglienza dei pordenonesi, che hanno riempito in fretta le due sale attrezzate per l'occasione a Palazzo Badini: almeno 150 persone hanno seguito i lavori della mattina dedicati a visioni ed esperienze intorno alla smart city, mentre oltre 50 cittadini hanno animato i laboratori civici del pomeriggio.

Il simposio è stato aperto dal sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti, che nel suo intervento ha descritto il modello della smart city come un'occasione «per fare un salto gigantesco nella gestione della complessità». Di fronte a una crisi che ci costringerà in ogni caso a mettere in discussione le nostre abitudini e a difendere i nostri valori, ha detto Pedrotti, «serve la tecnologia, ma serve soprattutto la testa». L'assessore all'urbanistica Martina Toffolo ha poi riaffermato la volontà dell'amministrazione comunale di giungere al nuovo Piano Regolatore Generale attraverso un percorso di ascolto e condivisione, che garantisca un ampio coinvolgimento della città.

È stato quindi presentato il social trailer girato nei giorni scorsi in piazza Cavour con la partecipazione dei cittadini, cento sguardi sulla città da cui partire idealmente per invitare tutti a metterla in discussione.

Quattro gli esperti chiamati a dare sostanza al modello della smart city. Per il giornalista Luca De Biase la smart city è una piattaforma in grado di liberare l'energia creativa dei cittadini (leggi la traccia del suo intervento). «È la società umana che si adatta al cambiamento. Stiamo costruendo qualcosa che avrà una lunga durata, nel bene o nel male», ha detto De Biase. Quando a rendere la città «più facile», ha ironizzato, «a me, che vengo da una città come Milano e vivo al confine tra due quartieri etnici, viene da pensare che siate un po' paranoici».

«Una città non è smart perché usa la tecnologia, ma per come usa la tecnologia. La smart city è un percorso, non una destinazione finale», ha sottolineato Michele Vianello (vedi le slide), direttore del Vega-Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, che si è soffermato su come il cloud computing, l'internet delle cose, il coworking cambiano i tempi e gli spazi delle nostre comunità.

Alberto Cottica, ricercatore e sperimentatore di politiche pubbliche partecipative al Consiglio d'Europa, ha condiviso la sua visione sull'azione di governo ai tempi della rete, enfatizzando le opportunità che internet offre per rinsaldare il rapporto con i cittadini, ma anche le implicazioni in fatto di privacy e di gestione dei dati che i social network più popolari pongono alle pubbliche amministrazioni.

Infine la giornalista Elisabetta Tola ha portato diverse esperienze internazionali data journalism (vedi le slide), ovvero la specializzazione del giornalismo che, scavando nei repertori di dati e mettendo in relazione tra loro le informazioni, riesce a ricavare punti di vista inconsueti e approfonditi sulla realtà.

Sono quindi stati presentati tre casi studio di territori che hanno intrapreso percorsi verso la smart city. Gianluigi Cogo ha condiviso le riflessioni in corso alla Regione Veneto e gli investimenti in connettività, cloud computing e cultura digitale promossi finora (vedi le slide). Gloria Piaggio ha portato l'esperienza del Comune di Genova, dove la smart city viene progettata e costruita da un'associazione che riunisce i principali portatori di interesse del territorio e alcune aziende private. Infine Valentino Savino ha approfondito le soluzioni per la gestione smart della mobilità che il Comune di Milano demanda a un'agenzia controllata.

Al simposio era presente anche Enrico Finzi, che accompagnerà Pordenone per l'intero percorso di Pordenone più facile, fornendo chiavi di lettura sociologiche e spunti di riflessione. Nel tratteggiare una sintesi della mattina, Finzi si è soffermato sulla smart city come possibile stimolo alla rinascita di una cultura del conflitto, perché favorisce il confronto e la negoziazione tra punti di vista diversi.

Nel pomeriggio i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi e, sotto la guida di un facilitatore, si sono confrontati sulla declinazione locale del modello della città smart, dove la parola smart è stata svolta come acronimo in sostenibile, mobile, accogliente, resiliente, trasparente. Al termine dei lavori ogni gruppo ha illustrato la propria sintesi in assemblea plenaria. I contributi raccolti verranno ora analizzati e condivisi in modo aggregato nei prossimi giorni (anche su questo blog). Da questo materiale prenderà avvio il prossimo 29 settembre il ciclo di cinque laboratori partecipati.

Altri spunti e materiali sul simposio

Cittadini al lavoro

16 settembre 2012Come procede

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Fotografie di Elisa Cozzarini

A proposito del trailer

18 settembre 2012Come procede
A proposito del trailer

Dopo la presentazione del social trailer al simposio inaugurale di sabato 15 settembre, sono emerse alcune curiosità e alcuni dubbi sulla selezione dei cartelli proposti dai cittadini durante l'iniziativa organizzata in piazza Cavour il 6 settembre scorso. Per chiarezza, riportiamo tutti i dati disponibili.

  • Nel video compaiono 80 delle 102 persone che hanno partecipato alle riprese.
  • Per quanto riguarda le ulteriori 22 persone: 19 hanno proposto parole e concetti già rappresentati da altre (e non compaiono pertanto nel video per garantire snellezza al prodotto oppure perché sullo sfondo erano presenti minorenni chiaramente riconoscibili), 2 non hanno voluto lasciare il nome per la necessaria liberatoria, 1 è minorenne e non è stato possibile far firmare la liberatoria ai genitori.
  • Concetti assimilabili come positivi: particolare (2 persone in totale, 1 rappresentata nel video), storica (4, 3), bella (5, 1), da visitare (3, 2), pulita (2, 1), seria (1, 1), simpatica (2, 1), simpaticamente vivibile (1, 1), mia (3, 2), casa o casa mia (4, 1), nostra (1, 1), piacevole (1, 1), tranquilla (1, 1), bellissima (3, 2), perfetta (1, 1), città perfetta (1, 1), meravigliosa (2, 1), accogliente (1, 1), vivibile (2, 1), creativa (2, 1), dinamica (1, 1), rendez-vous (4, 4), incontro (3, 3), condivisione (2, 1), la casa... per il momento (2, 1), giovane (2, 1), LA città (1, 1), paese (1, 1), lavoro (1, 1), famiglia (1, 1), comoda (2, 2), emozionale (1, 1), colore e musica (3, 3), unica (1, 1), gustosa (1, 1), una città utile ma comune (1, 0).
  • Concetti assimilabili come negativi: diversa da quella che sembra (1, 1), chiusa (1, 1), vulnerabile (1, 1), in cerca di una sua identità (2, 1), frenata (1, 1), piccola (1, 1), difficile (1, 1), solo per i giovani (1, 1), straniera (3, 3), monotona (1, 1), lontana (1, 1), silenziosa... anche troppo (1, 1), fuori da lì (1, 1), cambiata e vuota (4, 4), SUPERficiale (1, 1), cambiata (1, 1), troppo cemento bastaaa! (1, 1), NO ai permessi! libertà di stare dove si vuole (1, 1), non ho lavoro (1, 1), non abbiamo soldi (1, 1), non si affitta agli africani (1, 1), Policy in Italy is non good (1, 0), non ho il permesso di stare qui (1, 0).
  • Concetti che non rientrano nelle categorie precedenti: manca “una collina in centro” (1, 1), verde? (1, 1), cono o coppetta? (1, 1).
  • La persona citata in più occasioni per aver contestato la presenza di immigrati tra le comparse non è presente nel video perché non ha accettato di farsi riprendere.

Perché diventeremo una città smart

19 settembre 2012Come procede

L'intervento di Claudio Pedrotti, sindaco di Pordenone, al simposio inaugurale di Pordenone più facile (15 settembre 2012, Palazzo Badini).

  • Il Piano regolatore deve essere preceduto da una riflessione sull'identità di Pordenone e della sua comunità.
  • Le smart city sono come il sesso per gli adolescenti: ne parlano tantissimo, ma non lo conoscono. Servono esempi concreti.
  • Dobbiamo ricollocare le nostre capacità consolidate in un contesto completamente diverso, perché non perdano valore. Per riuscirci dobbiamo fare salto gigantesco di semplificazione della nostra vita quotidiana.
  • Dobbiamo capire quali sono le giuste funzionalità in questa tecnologia, usando soprattutto la testa.
  • Uno dei temi chiave è come coinvolgere in questo processo i giovani.
  • Semplificare significa creare disequilibri, perché si toccano meccanismi consolidati e apparentemente immutabili.
  • Questo processo ci metterà a nudo, perché tutti dovremo mettere in discussione le nostre abitudini e probabilmente rinunciare a qualcosa.
  • Mi auguro che da questo percorso a ognuno venga il contributo indispensabile per affrontare in modo adeguato la crisi e venirne fuori.

Le tappe verso il Piano Regolatore

19 settembre 2012Come procede

L'intervento dell'assessore all'urbanistica Martina Toffolo al simposio inaugurale di Pordenone più facile (15 settembre 2012, Palazzo Badini).

  • Abbiamo deciso di cominciare con un percorso di ascolto.
  • Ci siamo concentrati sulla smart city per mettere a fuoco quali siano le azioni che consentono a una città di diventare più facile.
  • Due azioni: costruire con i cittadini l'immagine della Pordenone di oggi e di domani e capire come rendere più facile la nostra città.
  • I risultati di questo percorso diventeranno la dote che consegneremo ai vincitori del bando per la redazione del nuovo Piano Regolatore, che è stato pubblicato a fine luglio e i cui termini scadono a fine ottobre.
  • Siamo noi come comunità che consegneremo ai tecnici le nostre aspettative.
  • Parallelamente è in corso lo studio socio-economico del territorio, che abbiamo affidato a professionisti svincolati dal percorso di Piano regolatore canonico, perché diventi patrimonio della città e per identitificare le azioni di sviluppo della città.
  • Ci sembrava indispensabile che tutto questo avvenisse in modo condiviso con tutti i cittadini. Per questo l'amministrazione ha deciso di gestire questo percorso, senza delegarlo, perché deve appartenere alla comunità.
  • Prima fase, provocatoria: le piazzate. Incaricati del Comune si sono insinuati in modo spontaneo nel territorio, nelle zone più problematiche, per chiedere ai cittadini che cosa siamo.
  • Ora ascoltiamo chi ha già avviato questi percorsi di facilitazione, per farci provocare dalle loro esperienze.
  • La sintesi arriverà quando avremo scandagliato e approfondito questi temi: non vogliamo proporre oggi un'idea o un'immagine della città, ma costruirla insieme.
  • Tutto ciò che succederà sarà disponibile anche su internet, per garantire la massima partecipazione possibile.

Com'è nato il social trailer

19 settembre 2012Come procede

L'intervento di Monia Guarino, responsabile dei processi partecipativi di Pordenone più facile, al simposio inaugurale (Palazzo Badini, 15 settembre 2012).

  • 102 persone hanno preso posizione con un messaggio, per mettersi in discussione.
  • Pordenone al momento è complessa: viene descritta con tutto e il contrario di tutto.
  • L'idea della sedia ce l'hanno data alcuni anziani durante le piazzate nel territorio. Chiedevano di accomodarsi, perché avevano diverse cose da dire.
  • Palazzo Badini ospiterà diversi appuntamenti aperti alla città, alcuni più strutturati in presenza di esperti e accademici (come oggi), altri riservati agli "esperti di quotidianità", ovvero ai cittadini.
  • Questo trailer non è il prodotto finale, è il punto di partenza: lanciamo un interrogativo a una città complessa che vuole diventare più facile.
  • Il trailer anticipa un film: è il film del Piano regolatore, che costruiremo insieme e che presenteremo alla fine del 2013, per dare voce alla città e provare a raccontare uno strumento così complesso.
  • La sfida è che sia il cittadino a tradurre con un linguaggio quotidiano temi complessi della quotidianità di questa città.
  • Dopo "Pordenone è...", a dicembre ci sarà "Pordenone sarà...", per analizzare la prospettiva: come trasformeremo l'oggi per andare verso il domani?

La smart city è una piattaforma

20 settembre 2012Come procede

L'intervento di Luca De Biase al simposio inaugurale (Palazzo Badini, 15 settembre 2012).

  • Non è detto che "più intelligente" sia "più facile". L'intelligenza non è un criterio oggettivo. Il "più facile", il "più intelligente" è sempre relativo al punto di partenza.
  • Trovo il piano che è stato deciso per questa città adatto alla complessità che va affrontata: ci mettiamo in discussione, cerchiamo di capire chi siamo e poi progettiamo.
  • Quando mi dite che volete rendere Pordenone "più facile", io che vivo a Milano penso che abbiate un poco di paranoia. È già facile.
  • Forse lo scopo è capire dove siamo davvero nel mondo globalizzato, complesso, che ci lancia messaggi costantemente ansiogeni, tali da spaesare la nostra visione di prospettiva.
  • Cerco di capire se c'è una relazione tra la mia città, il modo in cui è organizzata, il modo in cui è progettata, il modo in cui racconta se stessa e la mia prospettiva di vita, quella dei miei figli.
  • Noi modelliamo, e ciò che abbiamo modellato ci modella. Costruiamo qualcosa che durerà nel bene e nel male, nell'utile e nell'inutile, nel conflitto e nel coordinamento.
  • La progettazione si deve indirizzare alla lunga durata: è la società umana che si adatta al cambiamento e si prepara alla vita nel lungo tempo, per i nostri figli e per i loro figli.
  • Ogni paese, città, luogo, nodo del mondo è connesso: quello che succede a Pechino ci interessa, quello che succede a Milano ci interessa, quello che abbiamo fatto nei cinquant'anni di sviluppo precedente pesa sulla progettazione futura, il modo con il quale affrontiamo questa complessità definisce il risultato.
  • Affrontiamo la complessità coordinandoci, i modi in cui ci coordiniamo influiscono sulle scelte e sui risultati complessivi. La città è un modo di coordinamento. La città è una rete di persone connesse attraverso infrastrutture, che si è arricchita di una dimensione più astratta che è internet.
  • La dimensione di rete è un'ulteriore possibilità progettuale e un ulteriore incentivo alla complessità, perché le connessioni e le possibilità di agire si sono moltiplicate.
  • La città immaginata come rete ci induce a pensare che la progettazione della città assomigli a quello che si fa su internet. La cultura internettiana sta diventando un elemento dinamico della cultura complessiva e proponendo opzioni nuove.
  • Progettare una città come se fosse una rete significa progettarne le capacità di connessione, di collaborazione, di memorizzazione dei dati. La soluzione si chiama piattaforma, un sottoinsieme della rete progettato per gestire le relazioni con uno scopo.
  • Facebook è una piattaforma. Tutti si connettono, fanno cose informaticamente complicatissime, ma le sanno fare perché una metafora - in questo caso la metafora dell'amicizia - spiega loro come si fa. Il suo valore è la nostra capacità di usarla.
  • È probabile che per progettare una città facile da usare ci si debba dotare di uno strumentario culturale e concettuale simile a quello che serve per progettare una piattaforma su internet, che sia facile e densa di valore.
  • Le caratteristiche fondamentali per una piattaforma che funziona sono l'interoperabilità (ovvero la capacità di connettersi con altre piattaforme), la neutralità rispetto alle azioni individuali, la disponibilità dei dati in formati aperti, la capacità di integrare i dati mancanti, la protezione della capacità creativa individuale dalla forza del collettivo, la semplicità della metafora.
  • Le caratteristiche di una piattaforma che funziona credo siano anche le caratteristiche di una città che funziona.

Frigoriferi intelligenti e uomini affamati

21 settembre 2012Come procede

L'intervento di Michele Vianello al simposio inaugurale (Palazzo Badini, 15 settembre 2012).

  • In questa fase tumultuosa, il termine smart tende a essere identificato con le macchine. Non è sufficiente.
  • Quattro innovazioni che ci costringono a cambiare oppure a morire: il massiccio uso dei social network, la straordinaria diffusione di dispositivi mobili, la mole di dati disponibili in modalità cloud computing, i miliardi di oggetti dotati di un'identità di rete.
  • Per far funzionare queste innovazioni servono le persone. Abbiamo bisogno di costruire un rapporto non culturalmente subalterno tra la diffusione delle tecnologie e le persone. Dobbiamo ricostruire la soggettività del genere umano.
  • Gli oggetti non sono intelligenti, sono le persone a farne un uso intelligente. L'uomo è al centro, ma i suoi sensi non sono in grado di cogliere la complessità: le macchine sono le sue estensioni.
  • La città intelligente non è un obiettivo. Città intelligenti ce ne sono state tante nella storia, che poi hanno incontrato catastrofi, cambiamenti, declino. L'intelligenza è un percorso continuo di iniziative, di innovazioni, di capacità di muoversi.
  • Voi qui state iniziando un percorso, in cui lo scenario può cambiare molto in fretta. Dovremmo cominciare a pensare a forme di organizzazione della città che tengano conto della velocità dell'innovazione nell'epoca moderna.
  • L'innovazione è frutto di disobbedienza, non esiste innovazione che tenga le cose così come sono, altrimenti è semplice digitalizzazione dell'esistente.
  • L'organizzazione del tempo in una città intelligente è decontestualizzata: se ho conoscenza sempre e dappertutto (cloud computing), se posso connettermi sempre e ovunque (dispositivi mobili), non ho più la necessità di lavorare secondo orari rigidi in un determinato luogo. Conta l'obiettivo, non come e dove viene raggiunto.
  • Ripensate l'organizzazione della città. Fatevi una rete di coworking: i coworker generano conoscenza orizzontale, rompono gli schemi verticali del tradizionale modo di lavorare, condividono conoscenza.
  • Non siamo più solo consumatori di contenuti, siamo dei prosumer (producer-consumer), produciamo conoscenza. Possiamo decidere come mettere a disposizione della collettività questa conoscenza, attraverso quali piattaforme di crowdsourcing.
  • L'intelligenza nell'epoca del web è la condivisione della conoscenza.

Governare la società dei dati

21 settembre 2012Come procede

L'intervento di Alberto Cottica al simposio inaugurale (Palazzo Badini, 15 settembre 2012).

  • Le politiche pubbliche non funzionano più, a tutti i livelli. Il tasso di complessità del mondo è aumentato al punto che le strutture amministrative non riescono più a reggere. Più gli uomini sono potenti e più si dichiarano impotenti.
  • Alcune persone propongono di risolvere lo stallo utilizzando la collaborazione di larga scala tra cittadini e istituzioni. I cittadini contengono riserve straordinarie di competenze, di informazioni granulari sul territorio e passione civica e trasformativa.
  • Il web sociale è costruito per la collaborazione di massa, abbassa i costi della partecipazione e premia i contributi migliori con visibilità e prestigio. Incentiva la partecipazione sui temi su cui siamo più preparati o appassionati.
  • Se fosse possibile portare il modello di collaborazione di Wikipedia all'azione di governo potremmo rendere le politiche pubbliche molto più efficaci, l'azione stessa più trasparente e la democrazia più forte. È quello che chiamiamo governo aperto, o wikicrazia.
  • Quando svolgete un'attività attraverso una piattaforma digitale avete il monitoraggio di ciò che fate praticamente gratis. Questo ha generato un diluvio di dati a basso costo. Da qui una nuova centralità del dato nella nostra società e la ricerca di nuovi utilizzi.
  • La stessa idea - monitorare quello che stiamo facendo e riutilizzare i dati che produciamo facendolo per nuovi usi - è al cuore del modello della smart city.
  • Della società dei dati facciamo già parte tutti. Aziende di grande successo ci offrono servizi di grande utilità, che utilizziamo praticamente gratis. In cambio del loro servizio, noi cediamo a Google, Facebook, Twitter, Gmail, Flickr la proprietà dei dati che generiamo usandoli.
  • Le preoccupazioni sulla privacy non rallenteranno nemeno l'avanzare la società dei dati. Non il se, ma il come. Chi tiene i dati: il comune che ho eletto o un'azienda americana con sede nella Silicon Valley? Chi ha giurisdizione sulle informazioni?
  • È in arrivo un cambiamento profondo, non siamo particolarmente preparati per viverlo. Possiamo cavalcare l'onda, perché ci porti verso la società che vogliamo costruire.
  • Le grandi quantità di dati permettono all'umanità di fare cose nuove e di fare cose vecchie in modo nuovo. Credo che permettano anche alle amministrazioni di collaborare con i cittadini in modo nuovo, abbandonando l'idea di piano a lungo termine e rivalutando l'idea di monitoraggio e di reazione rapida.
  • La proposta che vengo a farvi è di combinare la wikicrazia con la società dei dati per ottenere un ibrido che abbia l'apertura della prima, ma il rigore quantitativo della seconda. Oggi le istituzioni pubbliche non hanno questa capacità e non credo l'avranno mai.
  • Possiamo fare subito due cose: prevedere dati aperti sempre e dotare il settore pubblico di piattaforme di interazione online che consentano ai decisori pubblici di collaborare con i cittadini e imparare a farlo sempre meglio.
  • Considerate se davvero volete utilizzare Facebook per dialogare sul nuovo Piano regolatore, lasciando il controllo dei dati ad altri. Loro diventano più bravi a vendere e voi non diventate più bravi a collaborare.
  • La smart city è inevitabile. La smart city non è un fatto tecnologico. Noi possiamo fare molto, accettando piccoli sacrifici per fare in modo che l'istituzione cresca nell'interazione con i cittadini.

Che cosa raccontano i dati

21 settembre 2012Come procede

L'intervento di Elisabetta Tola al simposio inaugurale (Palazzo Badini, 15 settembre 2012).

Esperienze: Veneto, Genova, Milano

24 settembre 2012Come procede

Gianluigi Cogo, responsabile web community Regione Veneto (slide)
Simposio inaugurale, Palazzo Badini, 15 settembre 2012

Gloria Piaggio, dirigente progetti europei del Comune di Genova
Simposio inaugurale, Palazzo Badini, 15 settembre 2012

Valentino Sevino, dirigente pianificazione e mobilità Agenzia Mobilità Ambiente Territorio (Comune di Milano)
Simposio inaugurale, Palazzo Badini, 15 settembre 2012

Simposio, la sintesi di Enrico Finzi

24 settembre 2012Come procede

Enrico Finzi seguirà da vicino l'intero percorso di Pordenone più facile, offrendo il suo contrappunto sociologico ai contenuti che emergeranno durante i principali incontri del progetto. Nel video, il suo intervento di sintesi al termine degli interventi della mattina al simposio inaugurale di Palazzo Badini (15 settembre 2012)

La parola ai cittadini

28 settembre 2012Come procede

Laboratorio Sostenibilità, i gruppi al lavoro

29 settembre 2012Come procede

La sessione plenaria
I partecipanti in sessione plenaria

Il gruppo acqua e fiume
Gruppo acqua, fiume, verde e reti ecologiche

Gruppo area vasta
Gruppo area vasta e connessioni

Gruppo cultura e bene comune
Gruppo cultura del bene comune

Gruppo centro storico
Gruppo centro storico

Gruppo inquinamento
Gruppo inquinamento

Gruppo pianificazione urbana
Gruppo rigenerazione urbana

Le relazioni finali
Le relazioni finali

La sintesi di Enrico Finzi
La sintesi di Enrico Finzi

Sui tempi del nuovo Piano regolatore

2 ottobre 2012Come procede

Martina ToffoloIl consigliere comunale Francesco Giannelli auspicava - sul Messaggero Veneto del 30 settembre scorso - un taglio drastico ai tempi di approvazione del nuovo Piano regolatore. «Non è pensabile», ha dichiarato Giannelli, «che un'amministrazione comunale, sovrana del suo territorio, debba spendere oltre tre anni per darsi un progetto semplice, preciso e di univoca interpretazione destinata a regolare la crescita e la trasformazione del proprio territorio». In particolare, Giannelli propone un accordo tra le forze politiche e gli altri entri per portare i tempi dai 43 mesi da lui stimati a 17 soltanto.

Cogliamo lo spunto offerto dalle osservazioni del consigliere Giannelli per mettere in evidenza a tutti cittadini che la procedura di Piano regolatore che è stata definita in sede di bando (pubblicato a fine luglio) prevede i seguenti tempi:

  • luglio 2012, abbiamo pubblicato il bando per la redazione tecnica del Piano, la cui scadenza è ora fissata per il 15 ottobre prossimo
  • dicembre 2012, la commissione valutatrice termina la selezione delle offerte e sceglie i professionisti a cui sarà affidata la realizzazione del Piano
  • gennaio 2013, viene assegnato l'incarico e comincia il lavoro di analisi, basato sugli esiti del percorso partecipato con i cittadini e sullo studio socio-economico del territorio (assegnato nel giugno 2012 e in completamento entro dicembre 2012)
  • maggio 2013, l'elaborazione del Piano entra nel vivo, accompagnata da una serie di incontri pubblici di aggiornamento e di confronto con la cittadinanza e con i portatori di interessi
  • dicembre 2013, terminata la fase di consultazione sulla bozza del Piano, si procede all'adozione in Consiglio comunale
  • gennaio 2014, il Piano Regolatore Generale viene inviato alla Regione (che ha 90 giorni per esprimere il suo parere vincolante) e contestualmente viene aperto alle osservazioni e alle opposizioni dei cittadini (entro 30 giorni lavorativi)
  • metà 2014, il piano torna in Consiglio comunale per l'approvazione.

Fanno circa 16 mesi da oggi, 19 dall'inizio dei lavori. Noi ci crediamo: l'amministrazione comunale sta lavorando duro da diversi mesi e ha rispettato finora tutte le scadenze che si era posta. Ve ne stiamo rendendo conto giorno per giorno su questo spazio e sui media. Con la collaborazione e soprattutto con la partecipazione attiva di tutti, siamo convinti che raggiungeremo un risultato prezioso per tutta la comunità.


Martina Toffolo
Assessore all'urbanistica

Responsabili del nostro futuro

9 ottobre 2012Come procede

Come ci hanno visto i "curiosi del territorio"

9 ottobre 2012Come procede

Per tre settimane hanno vissuto a Pordenone e hanno girato in lungo e in largo la provincia e la regione: sono i 24 "curiosi del territorio" provenienti da 16 paesi europei, vincitori dell'annuale stage internazionale per studenti di italiano organizzato dall'Irse alla Casa dello Studente. Nel video, il bilancio finale dei giovani partecipanti e un inconsueto sguardo sui pregi e sui difetti della nostra città.

Da vedere anche i progetti multimediali realizzati dai partecipanti:

Laboratorio Mobilità, i gruppi al lavoro

13 ottobre 2012Come procede

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Monia Guarino fa il punto sul percorso partecipato

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La sessione plenaria introduttiva

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Gruppo area vasta (flussi, interconnessioni, accessibilità)

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Gruppo circolazione e movimentazione delle idee

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Gruppo pedonalità e ciclabilità pluriutente

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Gruppo trasporto pubblico (fruizione e funzionalità)

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La sintesi di fine mattina con l'esposizione dei lavori dei gruppi

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Sessioni spontanee pomeridiane

Come funziona il percorso partecipato

13 ottobre 2012Come procede

In apertura del laboratorio M come Mobile a Palazzo Badini, la responsabile dei processi partecipativi Monia Guarino ha illustrato le tappe che condurranno al nuovo Piano regolatore di Pordenone e il modo in cui il contributo dei cittadini sarà portato a valore.

  • Questo è un percorso. È un percorso di partecipazione che si colloca all'interno di un processo decisionale, perché porta a una decisione con un atto pubblico.
  • Ha quattro macro tappe: analisi, progetto, valutazione e scelta. Siamo nella fase di analisi, ovvero nella prima fase, in cui costruiamo insieme all'amministrazione il quadro conoscitivo comune.
  • Nel 2013 è prevista la seconda fase, dedicata agli approfondimenti di carattere progettuale e alla valutazione degli scenari di Piano. Costruiamo insieme un contributo conoscitivo e tratteggiamo delle piste di lavoro e delle indicazioni per la progettazione, poi avremo l'opportunità il prossimo anno di seguirle, di valutarle insieme, di approfondirle e anche di ridefinirle.
  • Quand'è che facciamo le proposte? Possiamo tratteggiarle, ma l'importante in questa fase è avere un quadro di analisi saldo e condiviso.
  • Che cosa ha deciso l'amministrazione? La prima decisione messa in campo è quella relativa alla procedura: corretta, facile, più snella, ma al tempo stesso più completa ed esaustiva. Facciamo un'analisi approfondita, un punto zero, che poi aggiorniamo nel tempo e resta valido come riferimento per i progetti futuri.
  • Generalmente le direttive arrivano prima dell'analisi. In questo caso è stato deciso di elaborare le direttive sulla base di un'analisi chiara, esaustiva e completa sulle tendenze in atto, sui dati, ma anche sulle aspirazioni dei cittadini.
  • Per evitare l'autoreferenzialità classica di questi progetti, le fasi di analisi, progetto e valutazione sono oggetto di incarichi separati. Questa scelta ha permesso, tra l'altro, un significativo risparmio economico.
  • Nel bando è dichiarato che esiste questo percorso di partecipazione. I progettisti hanno l'obbligo di tenerlo in considerazione e devono argomentare nelle loro proposte in che modo hanno considerato quello che emerge da questo percorso, tenuto presente che quelli che forniamo non sono dati tecnici ma descrizioni di carattere qualitativo sul territorio.
  • L'altro criterio importante dichiarato sono gli ecosystem services, i servizi ecosistemici del territorio: anziché partire da un piano che battezza in partenza il numero di abitanti, viene chiesto innanzitutto di quantificare e valutare il suolo come risorsa rara sul territorio.
  • Questo vuol dire progettare il piano "a cubi zero"? No, non vuol dire questo. Di più: può anche emergere che, oltre ai cubi zero, sia necessario bonificare, riqualificare e ritornare a verde altre aree, sottraendo aree urbanizzate.
  • La prima fase in cui ci troviamo compone dunque il quadro conoscitivo. Consiste in un'analisi socio-economica territoriale di cui a breve avremo i primi risultati, un'analisi preliminare urbanistica e ambientale su cui ci confronteremo in chiusura di percorso e l'analisi eplorativa che stiamo realizzando insieme in questi laboratori.
  • Tutte queste analisi non vengono consegnate sotto forma di testi separati, ma diventano un testo unico: ognuna ha pari dignità. È come se aveste ricevuto un incarico gratuito da parte dell'amministrazione: come l'amministrazione non interferisce sulle analisi di carattere tecnico, non interferisce neanche sulla vostra.
  • Nulla vieta che in conclusione ci siano valutazioni sul nostro lavoro, ma avete la parola sul fatto che quello che viene consegnato è il vostro punto di vista, farina del vostro sacco.
  • Stiamo costruendo insieme una proposta per la città, non stiamo parlando per la città: la indaghiamo insieme, la costruiamo insieme e la presentiamo insieme in iniziative più vaste che in dicembre chiameranno a valutare il nostro lavoro i cittadini (attraverso mostre e pannelli da mettere, se il tempo lo consente, direttamente in strada). Potranno riconoscersi nel lavoro fatto o eventualmente integrarlo.
  • Tutti gli approfondimenti che andremo a fare possono essere fatti con diverse modalità: incursioni urbane sul territorio, passeggiate e sopralluoghi, video e fotoriprese, gruppi progetto. Abbiamo aperto Palazzo Badini al pomeriggio, nei giorni di laboratorio, proprio per venire incontro a chi diceva di avere idee da sviluppare.
  • Ci siamo chiesti quali saperi, quali situazioni e quali criteri far emergere. Avremmo potuto tranquillamente fornire in partenza tutti i dati possibili, ma sarebbe stata una scelta arbitraria. Al contrario, abbiamo intenzione di capire di volta in volta di quali dati abbiamo bisogno per capire meglio le situazioni che vengono elencate, costruendo insieme il bagaglio informativo senza manipolazioni. Nello stesso modo molti dati emergono spontaneamente, come si vede nel report degli incontri precedenti.
  • Abbiamo ricevuto anche attraverso il blog diverse idee o esplorazioni progettuali che potrebbe essere interessante mettere in discussione. Lo faremo appena esaurita la prima fase di lavoro assieme, al termine dei laboratori, per esempio guardando in base agli obiettivi progettuali che ci saremo dati quali potremo assumere come proposta.
  • L'attenzione a distinguere l'analisi dal progetto nasce proprio per salvaguardare la partecipazione. Costruiamo l'analisi e chiediamo di fare i conti con quest'analisi.
  • Abbiamo caratteristiche differenti, saperi differenti, attitudini differenti. Non tutti hanno le competenze per lavorare subito sui progetti, alcuni hanno la competenza di individuare i problemi. Condividiamo una griglia generale perché tutti abbiano modo di esprimersi, poi ci sono canali e strumenti per integrare.

Scaduto il bando, sono 14 le offerte ricevute

16 ottobre 2012Come procede

Sono 14 le offerte pervenute in Municipio entro le 12 del 15 ottobre, data limite fissata dal bando per la redazione del nuovo Piano regolatore generale di Pordenone. Le buste arrivano, oltre che dalla città e dalla regione, anche da Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Lazio, e vedono coinvolti alcuni tra i maggiori studi professionali di urbanistica a livello nazionale e non solo.

«Siamo molto soddisfatti», ha dichiarato questa mattina in conferenza stampa l'assessore all'urbanistica Martina Toffolo, «perché il numero e l'importanza dei partecipanti ci fanno pensare che siano stati colti i connotati innovativi del nostro bando. Puntando sui servizi ecosistemici del territorio e sulla valorizzazione del suolo, infatti, ponevamo una sfida progettuale non comune, che chiamava all'appello competenze specialistiche».

Nei prossimi giorni sarà nominata la commissione tecnica che avrà il compito di esaminare le offerte, secondo i rigidi parametri di valutazione nel bando stesso. L'obiettivo è arrivare alla selezione del vincitore entro la fine dell'anno, per poi assegnare l'incarico e avviare i lavori di redazione all'inizio del 2013, in linea con il cronoprogramma annunciato fin dal mese di luglio.

Lo Iuav studia il piano di Pordenone

18 ottobre 2012Come procede

Il percorso partecipato di Pordenone verso il nuovo Piano regolatore generale si arricchisce di una collaborazione eccellente. Il dipartimento di Pianificazione del territorio dell'Università Iuav di Venezia ha scelto infatti la nostra città come caso di studio per il laboratorio conclusivo del secondo anno del corso di laurea magistrale in Pianificazione urbanistica e politiche per la città, il territorio e l'ambiente.

Due i motivi principali di interesse, che hanno fatto propendere per Pordenone dopo che negli anni scorsi l'attenzione era stata concentrata su Milano: la redazione del nuovo Piano regolatore come opportunità per riflettere sull'evoluzione di una città industriale italiana, ma soprattutto il coinvolgimento diretto dei cittadini all'interno del percorso di pianificazione, che nell'ateneo veneziano è materia di studio.

Nei giorni scorsi gli studenti - una quarantina, accompagnati dai docenti Giulio Ernesti, Ruben Baiocco e Moreno Baccichet - hanno esplorato in lungo e in largo la città, incontrando rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti locali. In gruppi contenuti, inoltre, frequenteranno a turno tutti gli incontri partecipati di Pordenone più facile, per approfondire l'approccio e cogliere spunti per le proprie esercitazioni. Al termine del laboratorio accademico, infine, dai vari gruppi di lavoro usciranno proposte progettuali concrete, che saranno presentate alla città e alimenteranno di stimoli la fase progettuale del nuovo Piano regolatore.

Pordenone alle Ravenna Future Lessons

24 ottobre 2012Come procede

Pordenone si sta segnalando come esperienza all'avanguardia a livello nazionale per la peculiare combinazione tra partecipazione civica, redazione del Piano regolatore, progettazione della smart city e condivisione online. A conferma dell'interesse che sta generando Pordenone più facile, l'amministrazione comunale è stata invitata a partecipare a Ravenna alle Future Lessons, una tre giorni di conferenze pensate per giovani dai 18 ai 35 anni iniziata martedì.

Domani pomeriggio l'assessore all'urbanistica Martina Toffolo, insieme a Monia Guarino (responsabile dei processi partecipativi di Pordenone più facile) e Sergio Maistrello (responsabile web e social media), sarà ospite della sessione dedicata all'«intelligenza delle smart city» insieme al giornalista Luca De Biase, al direttore generale dell'Aster Emilia Romagna Paolo Bonaretti, al responsabile pianificazione e mobilità di Amat Milano Valentino Sevino e ai rappresentanti della candidatura di Ravenna a capitale europea della cultura per il 2019. I lavori delle Ravenna Future Lessons sono trasmessi in diretta web. Su Twitter i contenuti sono contrassegnati dalla parola chiave #rfl2012.

Il gruppo di lavoro di Pordenone più facile sarà inoltre in trasferta la prossima settimana a Bologna per partecipare alla Smart City Exhibition, una manifestazione organizzata da Forum PA e Bologna Fiere per promuovere la comunicazione e lo scambio di pratiche tra le città che hanno intrapreso un percorso di sviluppo sul modello della smart city. Il programma congressuale dell'iniziativa vede la partecipazione dei maggiori esperti internazionali di tecnologie digitali, partecipazione civica e comunicazione pubblica.

Vedi anche Lo Iuav studia il piano di Pordenone

Laboratorio Accoglienza, i gruppi al lavoro

27 ottobre 2012Come procede

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L'assessore all'urbanistica Martina Toffolo apre i lavori

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Monia Guarino fa il punto sul percorso partecipato

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L'assemblea plenaria

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Gruppo Area vasta: mutualità, reciprocità, relazioni d'aiuto

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Gruppo Conflitti e convivenze tra diversità: cultura e religione

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Gruppo Conflitti e convivenze tra diversità: età, agio e disagio

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Gruppo Chi vive la città ma non la abita: opportunità, fruibilità, percezione

Laboratorio Resilienza, i cittadini al lavoro

10 novembre 2012Come procede

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Il saluto dell'assessore all'urbanistica Martina Toffolo

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Monia Guarino spiega l'agenda del giorno

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Gruppo Area vasta: capitali comuni e identitari

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Gruppo Capitale sociale-relazionale

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Gruppo Capitale creativo-imprenditoriale

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Gruppo Capitale ecologico-territoriale

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Le relazioni dei gruppi in sessione plenaria

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La discussione in sessione plenaria

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Interventi in sessione plenaria

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Sergio Maset
anticipa i primi dati dello studio socio-economico

Il report dei laboratori (aggiornamento)

10 novembre 2012Come procede

Pubblichiamo il report aggiornato ai contenuti del simposio e dei laboratori S come Sostenibile, M come Mobile e A come Accogliente. Il report è sempre in bozza, aperto a contributi ulteriori, fino a fine novembre.

Che cos'è la resilienza?

10 novembre 2012Come procede

Che cos'è la resilienza? A che punto è arrivato il percorso partecipato verso il nuovo Piano regolatore? Le risposte di Monia Guarino, responsabile dei processi partecipativi di Pordenone più facile, in apertura del laboratorio R come Resiliente.

Studio socio-economico, i primi dati

13 novembre 2012Come procede

Nel corso del laboratorio R come Resiliente, la società Tolomeo studi e ricerche ha presentato i primi dati emersi nel corso dello studio socio-economico del territorio pordenonese. L'analisi sarà pubblicata ufficialmente a dicembre e farà parte del pacchetto di analisi per la redazione tecnica del nuovo Piano regolatore. Il responsabile della ricerca Sergio Maset ha inquadrato il lavoro svolto finora e ha compiuto una panoramica della sezione quantitativa della ricerca. Si tratta del solo scenario conservativo dello studio, mentre le proiezioni di 5/10 al variare di indicatori strutturali saranno rese note al termine del lavoro. Scopo dell'incontro era permettere ai partecipanti ai laboratori civici di intervenire nella ricerca in una fase ancora interlocutoria, in modo da indirizzare eventuali approfondimenti utili soprattutto per la definizione degli scenari qualitativi.


(Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione con l'integrazione il video dell'intervento di Sergio Maset, tratto dal laboratorio R come Resiliente di sabato 10 novembre a Palazzo Badini)

Al via le esercitazioni degli studenti Iuav

17 novembre 2012Come procede

Come abbiamo anticipato in precedenza, lo Iuav sta seguendo da vicino i lavori di Pordenone più facile. Il percorso partecipato della città verso il nuovo Piano regolatore è stato scelto dai docenti Giulio Ernesti, Ruben Baiocco e Moreno Baccichet come esercitazione pratica per gli studenti del Laboratorio di sintesi del corso di laurea in Pianificazione della città, nell'ambito del Dipartimento di progettazione e pianificazione in ambienti complessi. Oggetto dell'esercitazione è la sperimentazione di strumenti e modalità per attivare il confronto con la comunità su scelte di carattere pubblico, come la rifunzionalizzazione di luoghi e progettazione architettonica di spazi comuni.

I temi scelti dagli aspiranti architetti fungono da pretesto per sperimentare insieme ai cittadini interessati la tecnica della charrette: il termine deriva dal francese e significa piccolo carro, con riferimento al mezzo di trasporto originariamente usato dagli studenti d’arte e di architettura durante il XIX secolo per portare i loro lavori all’università di Parigi. Lungo le strade di campagna, procedendo in gruppo verso l’università, accadeva loro di incontrare contadini, albergatori e altri cittadini che suggerivano le modifiche o i miglioramenti da apportare ai loro lavori. I contributi realizzati dagli studenti Iuav a fine novembre in diversi punti della città saranno utilizzati per comporre la loro prova d’esame.

Il lavoro di analisi sul territorio preparatorio alla charrette condotto dagli studenti sarà considerato nel quadro conoscitivo comune che sarà consegnato ai progettisti incaricati della redazione tecnica del nuovo Piano regolatore, documento unico che riunirà i contributi dei cittadini raccolti nel corso dei laboratori SMART di Pordenone più facile, lo studio socio-economico del territorio e l'analisi preliminare urbanistica e ambientale.

Laboratorio con il terziario, i lavori al Badini

19 novembre 2012Come procede

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Gli assessori Martina Toffolo e Bruno Zille introducono l'incontro

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Monia Guarino ricostruisce le tappe del percorso Pordenone più facile

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I partecipanti alla sessione del mattino

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Lavori in corso durante la sessione mattutina

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La sessione pomeridiana

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Partecipanti alla sessione pomeridiana

Il Consiglio comunale dei ragazzi al Badini

22 novembre 2012Come procede

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Il saluto del sindaco Claudio Pedrotti

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Il lavoro in gruppi

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Si costruisce la città

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Ognuno ha scritto su un foglio la sua idea per la città

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Le idee dei ragazzi scendono in piazza Cavour e cercano il confronto con la città

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Tra i temi ricorrenti: gli spazi per i ragazzi, le piste ciclabili, il rispetto delle regole

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La sessione plenaria conclusiva

Laboratorio Trasparenza, cittadini al lavoro

24 novembre 2012Come procede

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L'apertura dei lavori, con il saluto dell'assessore Martina Toffolo

121124trasparente02.jpgMonia Guarino presenta il laboratorio e il percorso in cui è inserito

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Gruppo Confini e regole: la trasparenza è sempre un bene?

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Gruppo Informazione iperlocale

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Gruppo Flussi di dati in tempo reale

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Gruppo Governo aperto

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Laboratorio speciale con gli studenti della V E dell'ITG Pertini di Pordenone

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Le relazioni in assemblea plenaria dei lavori di gruppo

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Sessione pomeridiana
, Marco Toneguzzi illustra il nuovo PGT regionale

Verso il simposio conclusivo

24 novembre 2012Come procede

L'intervento introduttivo di Monia Guarino al laboratorio civico T come Trasparente, quinto e ultimo incontro della serie SMART di Pordenone più facile, nel quale si fa l punto sul percorso verso il Piano regolatore e si danno le prime indicazioni per la progettazione partecipata dell'appuntamento finale del 15 dicembre per la presentazione dei risultati alla città.

pubblicato il 2012/07/27 11:50:05 GMT+1 ultima modifica 2018-10-24T11:43:29+01:00

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